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Roma, Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II, Vittorio Emanuele, Vitt.Em.1189


Scheda manoscritto

Vedi la descrizione del Fondo

CNMD\0000067847

Manoscritto membranaceo, guardie membranacee; guardie I-II e V-VI del sec. XX; fascicoli legati; 1326-1350 data desumibile (da elementi storici, storico-artistici e paleografici); cc. III + 209 + III; numerazione recente a matita, in cifre arabe minutissime, in alto destra. Tracce di altre numerazioni, errate. Bianche le cc. 83r-v, 84r, 143v, 207-209.

Dimensioni: mm 377 x 255 (c. 6).

Fascicolazione:
manoscritto costituito da 29 fascicoli, tutti quaternioni, tranne il primo (bifolio, cc. 1-2), il XII (binione, cc. 83-86) e il XX (binione, cc. 143-145), che contengono gli indici dei diversi libri.

Rigatura:
a mina di piombo.

Specchio rigato:
mm 270x170.

Righe:
47-48 righe.

Disposizione del testo:
su 2 colonne.

Richiami:
sul verso dell'ultima carta di ogni fascicolo, al centro del margine inferiore, sempre decorato da una cornice più o meno elaborata, disegnata ad inchiostro rosso e nero.

Scrittura e mani:
gotica libraria italiana, molto elegante, di mano del copista Francesco di ser Nardo, attivo a Firenze negli anni Trenta e Quaranta del sec. XIV (cfr. monogramma "FN" a c. 206v).

Stato di conservazione:
ottimo.

Decorazione
Databile 1326-1350.

Iniziali
Iniziali semplici.
Iniziali filigranate
Sono presenti iniziali, ornate.
Iniziali istoriate a cc. 3r, 5v, 21r, 29r, 34r, 51v, 56v, 78v, 87r, 146r, 169r, 178v, 167r.

Azzurro e oro
Presenza di oro e oro in foglia.

Scuola della decorazione:
Titoli in inchiostro rosso e lettere maiuscole toccate di giallo. Iniziali calligrafiche in rosso e blu. Grandi iniziali filigranate a cc. 1r (con profili umani a penna), 164r, 173v, 183v, 186r, 187r, 196v, 201r, 201v, 205v.
Iniziali istoriate, figurate e decorate a motivi floreali; colori a tempera coprenti, nelle tinte blu, arancio, verde, rosa, giallo e grigio:
c. 3r: Iniziale istoriata A (Al tempo di Decio), incipit della Vita di San Paolo eremita: Paolo riceve il pane da un'aquila. Dalla lettera (mm 57 x 50), dipinta a colori su fondo d'oro, partono fregi a stelo che si estendono lungo i margini, ornati di foglie, bottoni dorati e droleries. Nel bas-de-page, due illustrazioni: un giovane cristiano, legato a un palo e cosparso di miele, è tormentato dalle vespe; un altro giovane cristiano, legato su un giaciglio, è accarezzato sui genitali da una meretrice e per resistere alla tentazione, si morde la lingua fino a reciderla e la sputa in faccia alla donna.
c. 5v: Iniziale figurata A (Antonio): S. Antonio abate (mm 42 x 20).
c. 21r: Iniziale figurata H (Hylarione): S. Ilarione (mm 38 x 24).
c. 29r: Iniziale figurata E (Et in prima): S. Giovanni eremita (mm 40 x 30).
c. 34r: Iniziale figurata E (Vidi): S. Apollonio (mm 38 x 24).
c. 37r: iniziale decorata Q (Quel).
c. 38r: iniziale decorata T (Trovamo).
c. 41v: iniziale decorata V (Vedemo).
c. 42r: iniziale decorata V (Vedemo).
c. 51v: Iniziale figurata Q (Quel Maccario): S. Macario (mm 30 x 30).
c. 56v: Iniziale figurata Q (Quando) all'incipit della seconda parte di Vita Patrum: S. Isidoro (mm 55 x 45). Nel margine esterno e inferiore, stelo ornato di foglie, bottoni dorati e un piccolo tondo con la testa del santo.
c. 78v: Miniatura tabellare all'incipit della Regola di S. Pacomio: un angelo indica il santo seduto allo scrittoio, intento a scrivere la regola (mm 56 x 84). Iniziale decorata Q (Qualunque).
c. 87r: Iniziale figurata F (Fue uno antico): S. Frontonio (mm 55 x 45). Nei margini, decorazioni a stelo ornato di foglie e bottoni dorati.
c. 146r: Iniziale istoriata E (Essendo) all'incipit della Vita di Giovanni elemosinario: il patriarca Giovanni (o il vescovo Zaccaria) in atto di far l'elemosina a un povero (mm 55 x 50). Nei margini, fregi a stelo ornati di foglie e bottoni dorati.
c. 169r: iniziale figurata E (Eustatio): S. Eustachio con la palma del martirio. Nel bas-de-page, illustrazione con episodi della vita di S. Eustachio: l'apparizione di Cristo tra le corna del cervo; Eustachio attraversa il fiume e vede i suoi figli rapiti da un lupo e da un leone.
c. 178v: Iniziale figurata F (Fue in uno): S. Maria Egiziaca in preghiera (mm 35 x 30). Nel bas-de-page, storie della santa: l'abate Zosimo trova Maria nel deserto; l'abate Zosimo seppellisce Maria con l'aiuto del leone.
c. 187r: Iniziale figurata N (Noi dunque): un frate (San Macario ?) con libro e flagello (mm 40 x 40). Nel bas-de-page, illustrazione con l'abate Asclepyio e i tre monaci Sergio, Teofilo ed Helchino che vanno a fondare un convento nel deserto di Siria.

Paolo D'Ancona (cfr. HOPLI 1933, p. 17) giudicò il manoscritto un "prezioso monumento della miniatura in Toscana, e più precisamente in Firenze circa la metà del secolo XIV" (HOEPLI 1933, p. 17).
Boskovits (Corpus 1984, p. 52, n. 177) lo attribuisce a Pacino di Bonaguida, pur giudicandolo di qualità leggermente inferiore rispetto al solito, e lo data al terzo decennio del XIV secolo, confrontandolo con altri manoscritti simili.
La decorazione si deve in realtà a due miniatori: il primo mostra uno stile seneseggiante, per la raffinatezza e la policromia degli ornati; l'altro (da c. 169) è affine alla maniera di Pacino di Bonaguida (DELCORNO 2000, p. 399), dal quale derivano la vivacità narrativa e il gusto popolare delle illustrazioni.
E' stata osservata (cfr. A. SPOTTI nel sito web www.bncrm.librari.beniculturali.it) la vicinanza iconografica di alcune miniature con le xilografie presenti in un incunabolo contenente le Vite dei Santi, stampato a Venezia, Giovanni di Lucantonio Giunta, 1493 (Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 71.8.D.9).

Legatura:
1801-1900.

Assi in legno.

Coperta in pelle, Marocchino bruno.

Decorata a secco, in oro, Larga cornice sui piatti, fregi d'oro sul dorso.

Storia del manoscritto:
Il codice è un prodotto sicuramente fiorentino: il copista esordisce con l'incipit a c. 1r: "Incomincia lo prolago del Vita patrum traslato in nostro volgare fiorentino". Il testo è stato infatti trascritto da Francesco di ser Nardo, un copista attivo a Firenze nel secondo quarto del XIV secolo ed è stato decorato da artisti di ambito fiorentino (DELCORNO 2000, p. 399).
Francesco di ser Nardo è noto proprio per aver messo in circolazione la forma fiorentinizzata della Vita, negli anni Quaranta del Trecento; il suo monogramma "FN" compare nel manoscritto a c. 206v, subito dopo il colophon: "Finito liber repharamus gratiam Christo. Qui scripsit scribat semper cum Domino vivat. FN Benedicimus Domino Deo Gratias". Sulla sua attività di copista cfr. BENEDICTINS DE BOUVERET, nn. 4025, 4328.
Alda SPOTTI (comunicazione verbale) ipotizza la pertinenza alla Badia di S. Salvatore a Settimo, presso Firenze.
Non si conoscono le vicende relative al manoscritto fino al secolo XX; è stato acquistato alla vendita all'asta presso Hoepli a Roma il 27 aprile 1933.
Il manoscritto è stato esposto in varie mostre, tra cui, fuori catalogo, nella sezione "I luoghi del silenzio" (Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, 1994) dell'esposizione "I luoghi della memoria scritta".

Nomi collegati alla storia:
*Badia di S. Salvatore <Settimo>, altra relazione di D.E.

*S. Salvatore <Settimo>, altra relazione di D.E.

Francesco : di ser Nardo, copista
    Nomi sul manoscritto
    FN, citato a 206v (Monogramma apposto alla fine del testo)

Hoepli, Ulrico, libraio

Data di entrata in biblioteca:
1933-04-27

Descrizione interna


cc. 1r-206v


Autore:
Hiermonymus <santo>

Altri nomi:
Cavalca, Domenico <O.P. ; ca. 1270-1342>, traduttore

Titolo aggiunto: Vite de' santi Padri, tradotte in volgare fiorentino da Domenico Cavalca
Note: cfr. CATALOGO, p. 33.

Explicit (prologo) : raguardi al numero de li infrascripti capituli (1r)

Incipit (prologo) : In perciò ke come scrive Santo Gregorio (1r)

Incipit (primo testo) : Al tempo di Decio et Valeriano imperatore (3r)

Explicit (primo testo) : che le porpori de Re co reami loro (6v)

Incipit (ultimo testo) : Essendo sancto Patricio ito ad predicare (205v)

Explicit (ultimo testo) : a la quale ci conducha Jesu Cristo figliuolo di dio (206v)

Osservazioni:
Il libro contiene il volgarizzamento della Vita Patrum di San Girolamo e di altri testi agiografici, ad opera di Domenico Cavalca (cfr. DELCORNO 2000, pp. 399-402). E' uno dei più antichi esemplari completi.
Il testo è preceduto dal Prologo (c. 1r) e diviso in quattro libri, ciascuno preceduto da una Tavola; a cc. 78v-82v: "La regola di Santo Pachomio... recata in volgare et adbreviata".
A c. 206v, alla fine del testo segue la nota:
"Qui si compie lo quarto libro di Vita Patrum et tutto il libro preditto. Advegna che alcuna leggenda ci sia scripto che propriamente non sono del Vita Patrum, ma sono tratti da altri luoghi et maximamente la leggenda di Sancto Patricio".


Bibliografia non a stampa
Biblioteca nazionale centrale <Roma>, Catalogo dei manoscritti Vittorio Emanuele, vol. III, pp. 33r-35r;
Indice - Vittorio Emanuele, p. 63;
Registro d'ingresso - acquisti, vol. 39, n. 240934

Bibliografia a stampa
LIBRERIA ANTIQUARIA HOEPLI, Incunabuli, Manoscritti autografi, libri illustrati dal secolo XVI al XIX, Vendita all'asta in Roma, (27 aprile 1933), Milano, Libreria Antiquaria Ulrico Hoepli, 1933, pp. 15-17;
Vendite all'asta, "La Bibliofilia", 35, disp. 3, (1933), p. 119;
MINISTERO DELL'EDUCAZIONE NAZIONALE, Mostra delle Biblioteche Italiane, acquisti e doni degli ultimi dieci anni, catalogo della mostra (Roma, 27 maggo-30 giugno 1934), Roma, Ditta Tipografia Cuggiani, 1934, p. 15;
Trésor des bibliothèques d'Italie, IV-XVI siècle (Exposition à la Bibliothèque Nationale), Paris, Imprimerie A. Tournon, 1950, no. 173;
Mostra storica nazionale della miniatura, catalogo della mostra, a cura di G. Muzzioli, Firenze, Sansoni, 1954, p. 204, no. 307;
C. BERTELLI, Un corale della Badia a Settimo, "Paragone - Arte", 249 (Novembre 1970), pp. 14-30, in particolare n. 2, p. 28;
T. KAEPPELI, Scriptores Ordinis Praedicatorum Medii Aevi, vol. I, Romae, ad S. Sabine, Romae 1970, p. 307;
BENEDICTINS DE BOUVERET, Colophons de manuscrits occidentaux des origines au XVIe siècle, Fribourg, Suisse, Editions Universitaires, 6 voll., 1965-1982, nn. 4025, 4328;
M. SALMI, La miniatura fiorentina gotica, Roma, Palombi, 1954, pp. 11, 38;
Pregare nel segreto. Libri d'Ore e testi di spiritualità nella tradizione cristiana, catalogo della mostra, direzione scientifica di Guglielmo Cavallo, coordinamento di Barbara Tellini Santoni e Alberto Monadori, Roma, De Luca, 1994, p. 72, fig. 63;
Corpus of Florentine painting, Section III, The foorteenth century, Firenze, Giunti Barbèra, c. 1984-2001, vol. VI, p. 232; vol. IX,1 p. 52, n. 177;
Oriente cristiano e santità. Figure e storie di santi tra Bisanzio e l'Occidente, catalogo della mostra (Venezia, 2 luglio-14 novembre 1998), a cura di S. Gentile, Milano, Centro Tibaldi, 1998, pp. 290-293;
C. DELCORNO, La tradizione delle "Vite dei Santi Padri", Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti, "Memorie", Classe di Scienze Morali, Lettere ed Arti, 92 (2000), pp. 399-402 e passim;
Biblioteca agiografica italiana (BAI), a cura di Jacques Dalarun e Lino Leonardi, s. l., Edizioni del Galluzzo, 2003 (Archivio Romanzo, 4), I, p. 177;
D. CAVALCA, Vite dei santi padri, edizione critica a cura di Carlo Delcorno, Firenze, Sismel-Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2009 (Archivio romanzo, 15), p. 4; Biblioteca Medicea Laurenziana, I manoscritti della letteratura italiana delle origini: Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, a cura di Sandro Bertelli, Tavarnuzze, Impruneta, SISMEL Edizioni del Galluzzo, 2011, n. 34 p. 66, n. 56 p. 88

Riproduzioni
Microfilm integrale consultabile presso il Centro per lo Studio del Manoscritto della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Digitalizzazione integrale eseguita nel 2004

Fonti
Sito web www.bncrm.librari.beniculturali.it


Autore della scheda: Livia Martinoli
Tipologia: scheda di prima mano
(Scheda redatta da Giorgia Corso nel 2002.
Aggiornamento bibliografia 2011)
Data creazione: 29/09/2008 Data modifica: 07/01/2014
Numero di inventario: 240934
CNMS: CNMS\0000041887

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