Manus
Home Ricerca Indici Progetti speciali Biblioteche News Norme catalografiche

home > Scheda fondo

Scheda fondo

BibliotecaRoma, Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte
FondoFondo Lanciani
Storia del fondo
L'acquisto della collezione Lanciani, perfezionato con contratto rogato dal Notaio Severino Urbani il 19 giugno 1929, segue di poco la morte di Rodolfo Lanciani, annunciata al Senatore Corrado Ricci da un telegramma del 21 maggio. L'atto fa riferimento all'acquisto "della intiera biblioteca del compianto Senatore R. L. costituita di libri riguardanti principalmente Roma e la sua storia monumentale, numerose cartelle di disegni e stampe raccolte per monumenti, album di disegni, schizzi, piante tratti dai maggiori monumenti di Roma e della Campagna Romana" per la somma di lire 250.000. I contraenti, Corrado Ricci e Adolfo Venturi, per il R. Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, Marcella Orsini Lanciani e Adolfo Orsini per la famiglia sanciscono l'impegno "di intitolare una sala della Biblioteca al nome di Rodolfo Lanciani" (BiASA, Archivio storico, G6, Contratto d'acquisto Biblioteca Lanciani, 29 giugno 1929)
Il Fondo Rodolfo Lanciani è costituito da 170 volumi manoscritti con disegni e foto relativi alle indagini archeologiche e topografiche, ricerche archivistiche e bibliotecarie e materiale documentario per lo più relativo a Roma e al Lazio dal Rinascimento in poi.
Dopo un inventario sommario e una prima schedatura effettuata da Lucilla Mariani negli anni fra il 1932 e il 1936 - limitata, a quanto pare, ai soli disegni riguardanti Roma e il Lazio e mai terminata - i manoscritti non furono più revisionati fino al lavoro di schedatura preliminare compiuta da Maria Pia Muzzioli e Paolo Pellegrino, pubblicata in due numeri della Rivista dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte (RIASA) nel 1991/92 e 1994. Solo nel 2019 in Biblioteca, partendo da queste schede, Laura Plazzi ha compiuto il recupero, la revisione e l'aggiornamento secondo lo standard catalografico del database MANUS online dell'ICCU, nel quale in passato le segnature dei manoscritti erano state già censita. In contemporanea con l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte è stata organizzata e curata la digitalizzazione di tutti i manoscritti Lanciani.
Nel 2020 sono state digitalizzate e pubblicati in Internet Culturale, per il progetto Europeana-Archaeology, nella sezione: "Documenti manoscritti dalla Biblioteca di Archeologia e Storia dell’arte" i Mss.Lanciani 66, 79 e 107. Sono stati pubblicati anche due album della Collezione Lanciani a soggetto: Colosseo (ROMA XI 1.1-2), e Foro Romano (ROMA XI 4.1-3) e gli album del Fondo Lafrery relativi a i Teatri, le Piante di Roma, i Templi e sepolcri, gli Archi e Trionfi, gli Obelischi e Colonne (ROMA XI 123.1-2, 124, 125, 126), nella sezione "Stampe e disegni della Roma antica dalla Biblioteca di Archeologia e Storia dell'arte".
Altri documenti relativi alla carriera professionale del Lanciani nell'ambito della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti possono essere consultati dall'Inventario - consultabile sul sito web della biblioteca - dell'Archivio Barnabei, conservato presso la Biblioteca.
Altra documentazione manoscritta del Lanciani è conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana: Vat. lat., 13045-13047
Consistenza 170 volumi
Collocazioni Mss.Lanciani 1-139
CENNI BIOGRAFICI
Rodolfo Lanciani (Montecelio 1845 – Roma 1929) frequentò le scuole presso il Collegio Romano e poi l'Università della Sapienza laureandosi prima in Filosofia e Matematica poi in Ingegneria; si dedicò agli studi di archeologia ed ebbe come maestri Giovanni Battista De Rossi e Carlo Lodovico Visconti. Oltre a ricoprire cariche governative, fu vicedirettore del Museo Kircheriano e Direttore degli scavi dal 1877, l'anno seguente gli fu affidata la cattedra di Topografia romana all'Università di Roma. Negli studi di topografia romana si distinse notevolmente dai suoi contemporanei per aver privilegiato la documentazione grafica come supporto essenziale alle fonti scritte.
La sua attività si svolse sul campo con ricognizioni e scavi, condotti nell'area della città di Roma e nella campagna circostante, accompagnati da ricerche di documenti e dall'elaborazione di rapporti, pubblicati mensilmente nei periodici specializzati ufficiali. Le sue più importanti ricerche furono alla base di opere fondamentali per l'archeologia romana come la Forma Urbis Romae (1893-1901) e la Storia degli scavi, iniziata a pubblicare tra il 1902 e il 1913, completata tra il 1989 e il 2000, anche con le parti lasciate manoscritte dal L., nella riedizione integrale in 7 voll. (1605-1878), a cura di G. Carettoni et al., pubblicata sotto gli auspici dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Giglioli, Giulio Quirino Rodolfo Lanciani, Bullettino della Commissione archeologica comunale, 57 (1929), 368-384
Piccolini, Celestino Rodolfo Lanciani, Atti e memorie della Societa Tiburtina, 9-10 (1929)
Lugli, Giuseppe Rodolfo Lanciani, Rendiconti della Pont. Accademia Romana di Archeologia, 21., 1945-1946, 33-37
Buonocore, Marco Sui Codici di Rodolfo Lanciani Vaticani Latini 13031-13047, Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae, 4. (1990), 13-35
Muzzioli, Maria Pia - Pellegrino, Paolo Schede dei Manoscritti Lanciani. Roma, 1995
Appunti di topografia romana nei codici Lanciani della Biblioteca apostolica Vaticana a cura di Marco Buonocore. Roma, 1997-2002, 5 v.
Palombi, Domenico Rodolfo Lanciani: l'archeologia a Roma tra Ottocento e Novecento. Roma, 2006
Dixon, Susan M. Archaeology on shifting ground: Rodolfo Lanciani and Rome, 1871-1914. Roma, 2019
Manoscritti appartenenti al fondo170
Segnature registrate in Manus128
Schede pubblicate128 - Sfoglia le schede