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Scheda fondo

BibliotecaPalermo, Biblioteca centrale della Regione siciliana
FondoManoscritti filosofici
Storia del fondo
All'interno del complessivo fondo manoscritti della B.C.R.S., con prevalente provenienza dal cosiddetto "Vecchio Fondo", che essa eredita come suo nucleo più consistente ed antico (costituitosi tra il 1866 e 1871/73 con la devoluzione dei fondi provenienti dalle corporazioni religiose soppresse), si circoscrive l'ambito dei "manoscritti filosofici", sulla base delle preziose indagini già abbozzate in passato, di un riconoscimento dunque codificato da precedenti lavori di attenta inventariazione (S. Barreca, 1985; C. Dollo, 1979, C. Dollo 1984; Ciccarelli, Catalogo, 2000) con gli approfondimenti e precisazioni proprie dell'attuale lavoro di catalogazione, che si incentra sul principale interesse riconosciuto ai testi in esame, sulla loro prioritaria motivazione ossia l'interesse filosofico, che sappiamo essere sotteso costitutivamente, per la sistematicità che lo caratterizza, alla relazione con gli altri ambiti scientifici.
I manoscritti inclusi nel fondo appartengono in gran parte all'"età moderna", secoli XVII-XVIII, epoca in cui la "specializzazione scientifica" che comincia a configurarsi non è ancora in atto e i testi presentano una impostazione, di tradizione antica, "enciclopedica", e pur raggiugendo nella loro trattazione ambiti di interesse medico, astronomico, matematico, mostrano nello sviluppo ed articolazione interna il legame esplicito alla loro matrice filosofica, e ad essa rimangono strettamente correlati.
L'individuazione del fondo che si incentra sulla catalogazione dei manoscritti in latino e in italiano che coprono nell'isieme un arco temporale assai ampio: sec. XIV-XIX, ne conta complessivamente 80 (numero che si completa con alcune altre unità, o parti, incluse in banca dati in altro fondo o per l'aspetto linguistico o altro particolare riguardo: ad es. ms. I.D.1, che contiene anche testi di interesse filosofico, ma ritenuto appartenente al fondo "medicina" cui si rimanda).
Più in dettaglio i manoscritti inclusi nel presente fondo, secondo uno schema temporale e linguistico, si distinguono in:
- [9] medievali e umanistici, dei secc. XIV-XV, in latino (ai segni: I.B.9.1-2; I.B.13.1-2; I.C.7; I.C.9; IV.G.1; IV.H.15; XIII.F.15); dei sec. XV-XVI, in latino (I.D.11; VI.A.12);
- [30] del sec. XVII, in latino (II.B.6, II.B.21, II.D.13, II.D.14, II.G.5, III.B.5, IV.A.15, IV.B.9, IV.B.16.1-2, IV.B.17, IV.B.18, IV.C.11, V.C.7.1-2; V.C.11,VI.C.4, VI.C.12, VI.D.10, VII.A.16, VII.B.17, VII.D.18, VIII.A.7, VIII.B.13, IX.A.19.1-2, IX.B.1, IX.B.4, IX.C.15, IX.D.5, IX.D.6, X.A.3, XVI.C.3);
- [36] del sec. XVIII, in latino (I.E.17, II.C.19, III.B.1, IV.A.6-7, IV.B.1, IV.B.3, IV.B.4, IV.B.5, IV.B.15, IV.B.20, IV.C.1-2, IV.C.3, IV.C.17.1, IV.C.17.2, IV.C.18, V.B.7, V.B.8, V.B.9, V.B.10-13, V.C.1, V.C.12, V.C.18, V.C.21, V.C.23-24, VI.B.2, VI.B.3-3bis, VI.B.12, VI.B.13, VI.B.14, VI.B.15, VII.A.2-3, VII.C.19, VIII.A.19-20, VIII.E.4.1-3, XII.C.2.3, XII.D.6.2);

- [5] del sec. XIX, in italiano (IX.C.13-14; XII.D.5.7, XII.D.5.8, XIII.D.8.1, XIII.D.8.2).

Più noti e studiati i più antichi, testi di autori classici latini e greci in traduzione latina; in particolare, secondo una tradizione più antica in Sicilia: Aristotele, nella traduzione latina di Leonardo Bruni, nei compendi e commento di Paolo della Pergola e Paolo Veneto; nonchè personalità di rilievo in ambito europeo in epoca medievale, come Severino Boezio, Bernardo di Chiaravalle, Giovanni di Galles.
Più numerosi ma meno noti i manoscritti "moderni", che presentano uno spaccato dell'ambiente culturale del '600 e '700 siciliano (solo alcuni raggiungono la metà dell'800), per lo più attestanti gli interessi culturali, spesso confluiti nelll'attività didattica, di esponenti degli ordini religiosi, come i pp. Gesuiti e Teatini particolarmente coinvolti nella formazione scolastica ed universitaria palermitana e della provincia e, insieme con i rappresentanti di altri ordini religiosi tra cui Domenicani, Frati Minori, Agostiniani, Scolopi furono testimoni privilegiati della circolazione del sapere in Sicilia.
Ai suddetti manoscritti si rivolge particolare attenzione al fine di identificare personalità poco note assieme ad istituti, aree culturali di appartenenza, luoghi di provenienza o di copia.
Di essi il maggior numero consiste in trascrizioni di lezioni, compilazioni di tesi o appunti con destinazione scolastica, in gran parte di paternità intellettuale legata all'ambiente gesuitico, più o meno esplicita, comunque afferenti all'attività didattica promossa dal Collegio dei Gesuiti di Palermo, almeno fino alla data di soppressione dell'ordine del 1767, anno in cui i padri dovettero abbandonare i loro istituti e l'isola.
A questo gruppo appartengono alcuni manoscritti di autori gesuiti, insegnanti nel Collegio palermitano, in un arco temporale compreso tra i primi del sec. XVII e l'anno di espulsione 1767: Vincenzo Galletti <m. 1626>, Ignazio Baldanza (1678-1745), Domenico Giardina (m. 1747), Vespasiano Trigona (1692-1761), per citarne alcuni, testimoni della fervente attività didattica nelle scuole e “università”, nei limiti consentiti alla "Regia Accademia", svolta dai padri Gesuiti nel Collegio Massimo (cfr. Di Giovanni, V. Storia della filosofia in Sicilia, v. II, p. 118).
Si tratta secondo quanto premesso, di testi filosofico-scientifici, spesso di notevole interesse anche per il ricco corredo illustrativo, che, a partire dalle tradizionali acquisizioni in ambito logico e metafisico di impianto aristotelico e secondo l'impianto delle Arti Liberali, a lungo professate in ambito scolastico in epoca medievale, maturano in quegli anni a ridosso dei nuovi fermenti culturali europei, sviluppi scientifici in campo fisico ed astronomico coinvolgendo anche la Sicilia in quel fruttuoso dibattito tra le tesi cartesiane e leibniziane e nell'accoglimento, sia pur parziale e problematico della fisica di Newton, con interessanti esiti anche per le scienze mediche.
Di particolare interesse, significativo dei primordi dell'attività di studio del Collegio palermitano della Compagnia di Gesù, il ms."In universam Aristotelis Logicam commentaria et disputationes" del p. gesuita Francisco de Torres (ai segni IX.C.15), copia vergata nello stesso Collegio nel 1609, agli esordi della fondazione dell'istituto, con specifica destinazione di "Domus studiorum", quando si ponevano le basi dell'organizzazione degli studi, selezionando i testi che doveveno costituire gli strumenti basilari degli insegnamenti che si intendevano istituire affiancando alle prime cattedre di Lettere quelle di Teologia e di Filosofia.
Di non minore interesse altro gruppo di manoscritti contenenti testi scolastici "ad mentem Scoti", per lo più di paternità dei Frati Minori di alcuni conventi siciliani, che non minore ruolo ebbero nella circolazione del sapere in Sicilia, per la identificazione dei quali risultano preziose fonti: Antonino da Castellammare, Storia dei Frati minori Cappuccini della Provincia di Palermo, Roma [poi] Palermo, 1914-1928; Ciccarelli, Diego, "La circolazione di opere scotiste in Sicilia" Gratia Laborandi, Ricerche paleografiche e francescane, Palermo Biblioteca Francescana di Palermo, Officina di Studi medievali, 2015, v. 1, pp. 601-613).
Non meno presenti ed interessanti i contributi di personalità legate agli altri ordini religiosi quali gli Agostiniani, gli Scolopi, i Chierici Minori.
Si riscontra la notevole consistenza di commentari alle opere aristoteliche, in quell'impianto organico ed inscindibile di Logica, Metafisica e Fisica, cui erano strettamente connessi gli sviluppi scientifici dell'epoca, cui si rivolgeva l'interesse per le implicanze ed i coinvolgimenti in ambito teologico e morale, che divenivano oggetto di argomentazioni, "disputationes" che caratterizzano la stesura degli elaborati, nati a completamento di corsi di studio di livello universitario, come tesi di "laurea" o di gradi diversi di specializzazione, o ancora copie riportanti il testo delle lezioni stesse di "lectores" e "magistri".
Estranea agli ambienti religiosi confessionali suddetti, emerge la personalità di un medico, chirurgo, Pietro Militello Tagliavia, vissuto nella prima metà del sec. 17, di Castelvetrano, ed operante a Nicosia (come testimonia un manoscritto di cui è dichiaratamente autore, contenente due testi di medicina e chirurgia, ms. VII.B.17.1-2) "filosofo" per formazione, secondo l'impianto di studi dell'epoca e di antica tradizione (vedi anche G. Cavallo, La trasmissione scritta p. 209), che, per la specializzazione in medicina, prevedeva come imprescindibile la formazione filosofica. Tale impianto ha un riscontro nei manoscritti, di cui risulta essere copista e possessore, nonchè probabile autore, contenenti il testo di numerosi commenti alle opere aristoteliche, propedeutici all'approfondimento degli studi di medicina.
Dall'analisi paleografica e confronto della mano di copia inoltre è stato possibile legare un frammento, collocato ai segni: ms. XVI.C.3, ad altri manoscritti che si ritengono attribuibili a questa personalità, o per paternità intellettuale o per stesura della copia (IV.B.16, IV.B.17, IV.B.18, VII.D.18).
Caso simile si riscontra nel manoscritto ai segni "VI.B.2", posteriore di circa un secolo, degli anni 1729-30, contenente anch'esso un testo di fisica aristotelica attribuito al padre gesuita Domenico Monforte, appartenuto al medico Domenico Garofalo palermitano e da lui stesso probabilmente vergato per sua personale fruizione, anch'egli "Philosophiae magister, Artis medicae doctor", manoscritto anch'esso corredato da significative illustrazioni al testo.
Riguardo l'aspetto compositivo formale, relativamente al rapporto immagine-testo, dalla catalogazione emerge un' interessante caratteristica del manoscritto "moderno":
si tratta dell'ampliamento e sviluppo della componente figurativa, illustrativa del testo: oltre al riutilizzo di tavole silografiche, talvolta mutuate dalla stampa e diversamente annotate a mano, i disegni illustrativi divengono più numerosi, occupando spazi complementari ed aggiuntivi, lungo il testo ed in fine, in forma di carte di tavola, a volte ripiegate; qualitativamente perdono la componente allegorica e simbolica ed assumono (in particolare nel sec. XVIII) una spiccato carattere descrittivo rappresentativo del reale, funzionale al testo rivelando in concomitanza con lo sviluppo delle scienze fisiche e matematiche, applicate in campo tecnico, l'affinamento degli strumenti di misura.

Bibliografia essenziale / Fonti:
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SCINA', Domenico, Prospetto della storia letteraria di Sicilia nel secolo decimottavo dell'abate Domenico Scinà [...] Volume primo [-terzo] In Palermo, Lorenzo Dato [poi] Tipografia reale di guerra, 1824-1827, 3 v;
DI GIOVANNI, Vincenzo, Storia della filosofia in Sicilia da' tempi antichi al sec. XIX, I-II. Introduzione di A. Torno. [Bologna], A. Forni, 2006 (Ripr. facs. dell'ed. Palermo: L. Lauriel, 1873), 2 v;
SOMMERVOGEL, Bibliothèque= Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, a cura di Carlos Sommervogel, I-XII, Bruxelles, Oscar Schepens, 1890 [-1932];
DOLLO, Corrado. Filosofia e scienze in Sicilia. Padova: CEDAM, 1979 (Pubblicazioni della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Catania);
ANTONINO : da Castellammare, Storia dei frati minori Cappuccini della Provincia di Palermo, Roma : Scuola tip. Salesiana [poi] / Palermo : Scuola tip. Boccone del Povero, 1914-1928, 4 v, III, Palermo, 1924;
DOLLO, Corrado. 1985. "La cultura filosofica e scientifica dei Gesuiti siciliani nel '600." In Scienziati siciliani gesuiti in Cina nel secolo 17., Atti del convegno: Palermo, Piazza Armerina , Caltagirone, Mineo, 26-29 ottobre 1983. A cura di Alcide Luini. Ternate: Istituto Italo Cinese, 184-196;
DOLLO, Corrado, Filosofia e scienze in Sicilia. Catalogo di testi inediti, 1501-1700. [In appendice] La cultura filosofica e scientifica dei Gesuiti siciliani nel secolo XVII, Catania, G. Idonea, 1984 (Quaderni del Dipartimento di scienze storiche antropologiche geografiche, Università di Catania, 15);
BARRECA, Silvana, I manoscritti scientifici della Biblioteca centrale della Regione siciliana. Atti del Convegno Il Meridione e le scienze (secoli XVI-XIX). Palermo, Palazzo Steri, 14-16 maggio 1985. Palermo, 1985 (dattiloscritto);
KRISTELLER, Paul Oscar, Iter italicum, A Finding List of Uncatalogued or Incompletely Catalogued Humanistic Manuscripts of the Renaissance in Italian and Other Libraries. I. Italy. Agrigento to Novara, London - Leiden, The Warburg Institute - Brill, 1963; II. Italy. Orvieto to Volterra. Vatican City, 1967; VI. Italy III and alia itinera IV. Supplement to Italy (G-V). Supplement to Vatican City and Austria to Spain, 1992, Leiden: Brill, 1963-1992, 2, 28-31;
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CICCARELLI, Diego, Gratia Laborandi, Ricerche paleografiche e francescane, Palermo Biblioteca Francescana di Palermo, Officina di Studi medievali, 2015, 2 v).
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