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Scheda fondo

BibliotecaPalermo, Biblioteca centrale della Regione siciliana
FondoManoscritti in volgare siciliano
Storia del fondo
Nel patrimonio librario della Biblioteca Centrale della Regione siciliana si è individuato un piccolo fondo di Manoscritti in volgare siciliano. Esso è costituito da circa 36 unità manoscritte riconducibili ai secoli XIV-XIX. La provenienza di questi manoscritti è varia, infatti alcuni provengono dal Collegio Massimo dei gesuiti di Palermo, altri dal Vecchio Fondo, costituitosi nel 1871, in seguito alla legge di soppressione delle corporazioni religiose del 1866, altri ancora sono stati acquistati da privati.
Buona parte di questi manoscritti si presenta in forma di antologie e contiene una consistente quantità di “Canzuni” attribuite a diversi autori, fra cui Antonio Veneziano, rappresentante del periodo aureo della lirica siciliana del ‘500, del quale il nostro Istituto custodisce il manoscritto autografo collocato ai segni: XI.B.6 e il suo apografo I.D.17. (cfr.: Rinaldi, Il repertorio delle canzoni siciliane dei secoli XVI-XVII p. 46). Le antologie suddette raccolgono “Canzuni” di argomento amoroso, ma sono presenti anche “Canzuni“ religiose, burlesche e sentenziose. Si tratta di ottave di endecasillabi a rime alterne, testimoni della forma esclusiva della poesia petrarchesca siciliana (cfr.: Rinaldi, Il repertorio delle canzoni siciliane, p. 62). Tra le opere in volgare siciliano segnaliamo la copia membranacea del secolo XV, di uno dei più antichi documenti riguardanti la vita religiosa in Sicilia, i “Capitoli della Compagnia di S. Nicolò di Palermo” redatti nel 1343, collocata ai segni I.F.3. Il codice mette in evidenza le regole della Compagnia ed è ricco di elementi storici di notevole interesse (cfr.: Branciforti, Regole, Costituzioni, confessionali e rituali, p. IX, X; De Gregorio, “Capitoli della prima Compagnia di San Nicolò in Palermo del secolo XIV”). Dei documenti facenti parte del fondo in volgare siciliano segnaliamo i manoscritti collocati ai segni XII.A.11 e XII.A.6 di notevole interesse, in quanto testimoniano la fortuna che Virgilio ebbe nella nostra isola, prima dell'età umanistica, (cfr.: G. Folena, La istoria di Eneas, pp. XI, 246-247.
Altri manoscritti trattano argomenti storici, letterari e liturgici. Di particolare interesse storico è il codice collocato ai segni I.C.20, noto come “Codice Spinelli”, il più antico dei sette codici finora conosciuti che riportano la cronaca del Rebellamentu di Sichilia. Scritto da un anonimo autore siciliano, il "Rebellamentu", di poco posteriore ai fatti narrati, riporta la storia della congiura di Giovanni da Procida e della guerra del Vespro.
Dei manoscritti provenienti dall'Abbazia benedettina di San Martino delle Scale, presso Monreale, dobbiamo segnalare il manoscritto cartaceo, copia del secolo XV, del Liber Declari, dell'abate Angelo Senisio, collocato ai segni IV.H.14. Si tratta di un vocabolario latino, all'interno del quale, si trovano molte voci del volgare siciliano, e quindi di grande importanza per la storia della lessicografia latina e siciliana (cfr.: F. Trapani Gli antichi vocabolari siciliani, in Archivio storico siciliano, pp. 2-101). Tra i documenti letterari della cultura e della storia della Sicilia nel Trecento dobbiamo segnalare “La Conquesta di Sichilia fatta per li Normandi” di fra Simone da Lentini, collocata ai segni: XIV.F.15, codice non preso in considerazione da G. Rossi-Taibi, curatore dell'edizione critica della cronoca di Simone da Lentini nella “Collezione dei testi siciliani dei secoli XIV e XV”.( cfr: scheda di Antonino Perniciaro).

Bibliografia essenziale:
MELE, Eugenio. "Miguel de Cervantes y Antonio Veneziano". Revista de Archivos, Bibliotecas y Museos, XXIX, julio-diciembre 1913, pp. 82-90;
LI GOTTI, Ettore. Repertorio storico-critico dei testi in antico siciliano dei secoli XIV e XV. Palermo: Unione tipografica editrice siciliana, 1949.
RINALDI, Gaetana Maria. "Due parodie del Pater Noster e un inno latino tra gli apocrifi di Antonio Veneziano", in Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 14 (1980), pp. 186-211;
RUTA, Maria Caterina. "Le ottave di Cervantes per Antonio Veneziano e Celia", in Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 14 (1980), pp. 171-176;
MELE, Eugenio. "Cervantes e Veneziano", in Delle cose di Sicilia. Testi inediti o rari a cura di Leonardo Sciascia. Palermo: Sellerio, (1982) v. 2, pp. 330-340;
BIBLIOTECA centrale della Regione siciliana, Palermo. Firenze: Nardini, 1992, pp. 140-141;
RINALDi, Gaetana Maria."Il repertorio delle canzuni siciliane dei secoli XVI-XVII", in Bollettino centro di studi filologici e linguistici siciliani. Palermo: 1995.
RINALDI, Gaetana Maria. "L'edizione delle rime di Antonio Veneziano", in Le parole dei giorni. Scritti per Nino Buttitta, a cura di M.C. Ruta. Palermo: Sellerio, 2005, I, pp. 504-516.
PERIA, Chiara. "La scrittura dei codici in volgare siciliano", in Testimonianze manoscritte della Sicilia: codici, documenti, pitture, a cura di Diego Ciccarelli e Carolina Miceli. Palermo: Provincia regionale di Palermo, Biblioteca Francescana di Palermo, 2006, pp.197-207.
VENEZIANO, Antonio. Libro delle rime siciliane, edizione critica a cura di Gaetana Maria Rinaldi, revisione dell'edizione di Francesco Carapezza, Costanzo Di Girolamo, Pasquale Musso e Francesca Sanguineti. Palermo: Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2012.
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