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Scheda fondo

BibliotecaMilano, Archivio provinciale dei Cappuccini lombardi
FondoManoscritti
Storia del fondo
<p>Padre Carlo Varischi, allora giovane cappuccino da poco laureatosi in filologia romanza alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (con una tesi di laurea sulla Sacra rappresentazione composta da frate Stefano Quinzani da Orzinuovi nel 1545 e conservata appunto in un manoscritto del Convento Cappuccino, segnato ora A 10 ), da' accuratamente conto dei 54 manoscritti conservati nel convento e lì confluiti negli anni immediatamente successivi alla fondazione dell'istituzione di Piazzale Velasquez (1897). Egli accenna alla collaborazione da parte di “diversi Conventi di Cappuccini Lombardi, e primo tra tutti quello di Crema”, ma in realtà questo dato non emerge direttamente da alcun manoscritto medievale. All'inizio del XX secolo venne apposto sui codici il timbro della “Biblioteca dei Cappuccini di S. Francesco - Milano”, mentre al secolo precedente (XIX) risalirebbe il cartellino con la segnatura (da 8 a 72) incollata sul piatto dei codici. Non è chiaro se il cartellino si riferisca alla Biblioteca dei Cappuccini (che dunque originariamente avrebbe avuto un fondo manoscritto di almeno 72 pezzi) o se risalga ad un possessore precedente e comune. Ancora padre Varischi segnala la provenienza dei manoscritti da conventi del Bresciano; l'unico dato certo, per quanto riguarda il fondo antico, è la nota di possesso apposta da frate Pietro da Orzinuovi, al secolo Vittore Cortese, nel 1739, e riferita al convento francescano osservante di San Francesco della Pace di Orzinuovi (Brescia), presente in 12 dei 22 manoscritti medievali. Della raccolta di 54 manoscritti, infatti, solo 22 sono anteriori al 1500, due recano la data esplicita del 1510 e uno ha l'aspetto ancora di un codice dello scadere del sec. XV, ma per motivi interni (titolo attribuito all'autore di alcune opere, cfr. ms. A 16) è da collocarsi dopo il 1513. Tutti gli altri sono con certezza posteriori. Al fondo di 54 codici, descritto da padre Varischi, è da aggiungere poi il “Messale di Gandino”, interessantissimo manoscritto della fine del XIV secolo, segnato A 137, recuperato da padre Varischi intorno agli anni Trenta, quando cioè fu incaricato da padre Marino da Desio di occuparsi dei manoscritti dei Cappuccini, e in concomitanza con gli anni del suo insegnamento presso il convento di Albino (Bg). Fu lì che “ritrovò” il manoscritto, poi portato da lui a Milano e lungamente studiato, come attestano le sue schedine e gli appunti manoscritti conservati oggi all'APCL. Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale la persona che conosceva e aveva maggiormente studiato questi manoscritti, ossia padre Varischi, fu distolto dalle sue attività di studio a favore di un impegno etico e religioso più attivo, e successivamente non ritonò più allo studio di questi manoscritti. Ciò spiega perché il Messale di Gandino sia rimasto inedito. Ciò nonostante, le preziose notizie e la descrizione dei codici offerta nell'articolo su Aevum furono sufficienti perché i codici dei Cappuccini apparissero nel Kristeller, con alcune sintetiche righe descrittive. Come nel caso di Kristeller, le notizie di padre Varischi furono riprese anche da T. Kaeppeli e da E. G. Mohan, nei repertori relativi ai Domenicani e ai Francescani; alcuni mansocritti (cfr. ms. A 1) sono poi stati oggetti di specifiche ricerche.

Nel giugno 2008 è stata conclusa la descrizione dei 21 manoscritti medievali e del codice A 16, risalente al 1513 ca., già presenti nel catalogo di p. Varischi; si offre inoltre la descrizione del Messale di Gandino, inedito.

Rispetto allo studio di Varischi segnaliamo, oltre al nuovo manoscritto, la campagna di restauri (che dovrebbe risalire agli anni compresi tra il 1937, epoca di pubblicazione del catalogo e il 1982, anno d'ingresso dell'attuale bibliotecario, padre Fedele Merelli), condotta dal Laboratorio di restauro del libro antico dell'Abbazia di Viboldone, che ha comportato la perdita di alcune antiche legature e di altri dati biblioteconomici (cartellini, segnature), che per fortuna possiamo ricavare dalle descrizioni di padre Varischi.



Bibliografia essenziale:



C. Varischi, Catalogo dei codici della Biblioteca del convento di San Francesco dei Minori Cappuccini di Milano,"Aevum", 11 (1937), pp. 237-274, 461-503.

Gaudens E. Mohan, Initia Operum Franciscalium, “Franciscan Studies”, 38 (1978), 377*-498*.

Thomas Kaeppeli, Scriptores Ordinis Praedicatorum Medii Aevi, I-IV (il vol. IV in collaborazione con Emilio Panella), Roma, S. Sabina - Istituto Storico Domenicano, 1970-1993.

P. O. Kristeller, Iter Italicum. A Finding List of Uncatalogued or Incompletely Catalogued Humanistic Manuscripts of the Renaissance in Italian and other Libraries, I. Italy. Agrigento to Novara, 1963 London - Leiden, The Warburg Institute - Brill, 1963; VI. Italy III and alia itinera IV. Supplement to Italy (G-V). Supplement to Vatican City and Austria to Spain, 1992.
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