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Palermo, Biblioteca centrale della Regione siciliana, Manoscritti di medicina, in italiano e latino, I.E.6


Scheda manoscritto

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CNMD\0000051583

Manoscritto cartaceo, guardie cartacee; fascicoli legati; 1401-1425 data stimata; cc. I + 84 + I; codice mutilo, la cui consistenza originaria doveva essere di almeno 136 carte come si desume dall'indice, premesso al testo (cc. Ir-IVv), vergato da una mano di poco posteriore alla mise en page del manoscritto (cfr.: Cherubini, Lapidari, 135-138, 142-144); numerazione coeva, in cifre arabe, da c. 1 a c. 50; numerazione moderna da c. I a c. IV e da c. 51 a c. 84.

Dimensioni: mm 216 x 148 (c. 15).

Filigrane:
Raffigurante un huchet simile al tipo codificato dal Briquet al n. 7686.

Fascicolazione:
I/8 (cc. 1-8; al quaterno originario sono state aggiunte, con una cucitura grecata, le 4 carte iniziali, numerate recentemente I-IV), II-VII/12 (cc. 9-80).

Segnatura dei fascicoli:
Segnatura a registro visibile dal I al V fascicolo.

Rigatura:
Ad inchiostro.

Specchio rigato:
Lo specchio rigato del corpo del codice è costituito da un sistema di due sole linee giustificative verticali (mm 20 [96] 32); (c. 15); lo specchio dell'indice iniziale (cc. Ir-IVv) da quattro linee giustificative verticali (mm 20 [42 (13) 47] 26); le vergelle fanno da linee rettici.

Disposizione del testo:
A piena pagina. Indice iniziale su due colonne.

Richiami:
Richiami orizzontali alla fine dei fascicoli I, II, III, IV e V.

Scrittura e mani:
Semigotica italiana vergata quasi certamente da due mani molto simili tra loro. Per l'analisi del dettaglio paleografico cfr. Cherubini, Lapidari, 106 e Cherubini, Cultura medica, 206-212.

Stato di conservazione:
Il manoscritto restaurato è in buono stato di conservazione. Le carte sono state spolverate e sono stati rimossi i vecchi restauri non conservativi. Effettuato il lavaggio, previo test di solubilità degli inchiostri, le carte sono state deacidificate, ricollate e velate nelle parti infeltrite, in corrispondenza del taglio di testa e delle perforazioni degli inchiostri; sono state reintegrate le lacune e risarciti gli strappi con carta giapponese di idoneo spessore e colore (Laboratorio di restauro della Regione siciliana, 2017).

Decorazione
Databile 1376-1425.

Iniziali
Iniziali semplici di colore rosso.
Iniziali minori e maggiori, a volte con fregio marginale, titoli e segni di paragrafo in rosso; tocchi di rosso alle maiuscole.

Altri elementi
Disegni a 64v, 69r-70r.
A c. 64v una colomba e alle cc. 69r-70r nove pesci disegnati a penna con tratti sommari, probabilmente coevi alla scrittura del testo, che illustrano alcuni dei pesci citati nel IV libro del Liber Kyranidis.

Legatura:
1901-1950.

Coperta in pergamena.

Decorazioni, impressioni in oro sul dorso, con titolo "Phanuelis liber" su tassello in pelle rossa.

Legatura restaurata, coperta in pergamena rigida, smontata, idratata e rimontata; sostituzione dei capitelli decorativi con nuovi capitelli in filo grezzo su anima in canapa; cucitura su tre nervi in canapa su traccia originale.

Storia del manoscritto:
Il codice è confluito nel patrimonio della Biblioteca dopo la soppressione delle corporazioni religiose, come attestato dall'Inventario topografico della R. Biblioteca Nazionale di Palermo, redatto nei primi decenni del secolo XX da Giuseppe Salvo Cozzo di Pietraganzili e da Eduardo Rivarola di Roccella.
Sono presenti numerose note marginali di almeno dodici mani, coeve e seriori, probabilmente siciliane, oltre a manicule e segni d'evidenza, che testimoniano il grande interesse e la circolazione della silloge, riconducibile al genere dei lapidari, in ambienti medici siciliani nei secoli XV e XVI.
Si tratta di richiami, notabilia, osservazioni sulle ricette tramandate o di nuove ricette in riferimento alle pietre, alle piante e agli animali indicati nel testo.
A c. 80v due diverse mani del sec. XV hanno aggiunto alcune brevi ricette, che figurano anche nell'Index iniziale e che presentano un lessico misto di latino corrotto e di volgare siciliano (cfr.: Cherubini, Cultura medica, 212-222).

Data di entrata in biblioteca:
1866

Osservazioni:
Dalle indicazioni presenti nell'indice, non leggibili nella loro interezza per la presenza di ampie lacune nella parte superiore, è possibile rilevare che ai testi delle opere di natura medico-magica presenti nel codice dovevano seguire salmi, preghiere, invocazioni, ricette e un trattato di alchimia che "è possibile identificare con il "Liber de consideratione quintae essentiae" composto dal frate francescano Giovanni da Rupescissa nei primi anni della seconda metà del secolo XIV (1351-1352)" Cherubini, Cultura medica, 204, nota 14.

Descrizione interna


cc. 1r-3v


Altri nomi:
Phanuel, altra relazione di D.I.
    Nomi sul manoscritto
    Phanuel de genere Elie prophete, citato a c. 1r (autore celato sotto il nome del profeta Fanuele, tramandato dal Vangelo di Luca, (Lc 2, 36) 21 e citato nel nostro codice come discendente della stirpe del profeta Elia.)

Titolo presente: Liber Phanuelis de nominibus apropriatis lapidibus preciosis (1r)
Note: da intitulatio.

Nomi presenti nel titolo:
Phanuel

Incipit (testo) : Incipit liber de nominibus [...] verbis que apropriantur lapidibus preciosis (c. 1r)

Explicit (testo) : per quod igne conburente omnia audita voce tube resurgent mortui Amaboytheon semel sculpe (c. 3v)

Osservazioni:
Segue l'invito a recitare una preghiera per invocare la benedizione su un anello: "Dum autem sculpuntur omnia dicatur hec oratio".
L'orazione nella sua integralità recita: "Oratio. Omnipotens sempiterne Deus, qui dixisti et facta sunt, mandasti et creata sunt, qui solo verbo visibilia et invisibilia condidisti, tuam sanctam maiestatem supplict(er) deprecamur, quatenus in huius tui sancti nominis H. virtute hunc anulum tuo nomine sigillatum sanctificare digneris et verbi tui virtute largiflua consumare. Amen" (testo trascritto e pubblicato in Cherubini, Lapidari, 110).
Nell'explicit della preghiera una mano seriore ha inserito la correzione "et" nello spazio interlineare, in sostituzione della congiunzione originaria "ut" cassata.

Descrizione interna


cc. 3v-5v


Autore:
Dioscorides : Pedianus
    Nomi sul manoscritto
    Diascorides, citato a c. 3v (La tradizione attribuisce concordemente al celebre medico greco Pedanio Dioscoride (I secolo d. C.) il De herbis propriis lapidibus assignatis, con cui è identificabile il Liber herbarum virtuosarum lapidibus preciosis propriatarum)

Titolo presente: Liber herbarum virtuosarum lapidibus preciosis propriatarum Diascoride conpositus (3v)

Incipit (testo) : Ego enim Diascorides, herbarum potencias in aliud nutrimentem [sic] cognoscens herbarum vires in humane salutis conservacione (c. 3v)

Explicit (testo) : et hoc ante solis ortum mundo loco reponenda quousque ponatur in anulum (c. 5v)
Nota all'explicit: Explicit di una preghiera sulla raccolta delle erbe che chiude il testo di Dioscoride, trascritta integralmente in Cherubini, Lapidari, 112-113.

Descrizione interna


c. 6r- 6v


Titolo elaborato: Epistola de virtutibus taxonis (6r)
Note: Si tratta di una lettera inviata da un ipotetico re d'Egitto ad Ottaviano Augusto che descrive dettagliatamente le virtù terapeutiche del tasso.

Incipit (testo) : Rex Egipciorum Octaviano semper Augusto salutem. Bestiolam quadrupedem quam vos taxonem appellatis (c. 6r)

Explicit (testo) : adversis pestilenciam que a barbaris infertur in pugna. Hec omnia a[”¦.]pio accepta sunt (c. 6v)

Descrizione interna


cc. 6v-17r


Autore:
Placitus Papyrensis, Sextus <sec. 4.>
    Nomi sul manoscritto
    Sextus Placitus, citato a c. 17r

Titolo identificato: Liber medicinae ex animalibus
Note: DOC, 2, 1513.

Titolo presente: Medicinalis Sexti Placiti Parisiensis de bestiis, pecoribus et avibus (17r)
Note: da explicit.

Incipit (testo) : Cervi cornu habet virtutem exsiccandi humores omnes in colliriis oculorum (c. 6v)
Nota all'incipit: Cfr.: Thorndike-Kibre, 201.

Explicit (testo) : Yrundinis in melle mulso detorte optime persanant (c. 17r)

Osservazioni:
Il testo presenta la seguente suddivisione interna:
De natura et virtutibus cervi; De natura leporis; De vulpe; De capra silvatica; De apro et verro; De ursu; De lupo; De leone; De asino; De mula; De equo; De ariete; De capro vel capra; De yrco; De puero vel virgine; De gatta; De grillo; De mure; De aquila; De vulture; De grue; De perdice; De corvo; De gallo; De gallina; De columba; De ansere; De yrundine (cfr. DOC 2, 1513).

Descrizione interna


c. 17r-17v


Altri nomi:
Castellomata, Iohannes, autore incerto
    Nomi sul manoscritto
    Iohannes Castroloniacus, citato a c. 17r (Il termine Castroloniaco, più che essere un toponimico, potrebbe riferirsi al nome Giovanni Castellomata, nobile medico della Scuola salernitana, archiatra di Innocenzo III dal 1213 e vescovo di Policastro dal 1254 al 1258)

Titolo presente: Experimentum probatum a magistro Iohanne Castroloniaco ad calculos (17r)

Incipit (testo) : Accipe radicis tassi barbassi corticem quantum manus capere potest (c. 17r)

Explicit (testo) : Succurre michi Pater omnipotens per nomen tethragramaton, gloriosus straminacon, rex Adonay omnipotens, rex aqua prepotens (c. 17v)

Descrizione interna


cc. 17v-80r


Altri nomi:
Harpocration <sec. 2.>, autore incerto
    Nomi sul manoscritto
    Apocracion, citato a c. 40v (lessicografo di Alessandria)

Kyranides, autore incerto
    Nomi sul manoscritto
    Kirannus rex Persarum, citato a c. 18r

Paschalis : Romanus, traduttore

Titolo identificato: Liber Kyranidis
Note: Cherubini, Lapidari, 115.

Titolo presente: Kiramus (17v)
Note: da intitolazione.

Nomi presenti nel titolo:
Kyranides

Incipit (prologo) : Prudentissimo domino magistro Ra. P. infimus clericus salutem. Ammiror et commendo sagacitatem tue prudencie (c. 17v)

Explicit (prologo) : itaque liber iste Constantinopoli, Manuele imperante, anno mundi VI. DC. LXXVII. Anno vero Christi MCLXVIIIIo, indictione III (c. 18r)

Osservazioni:
Il Liber Kyranidis “citato già da Galeno e da Olimpiodoro e assegnato in manoscritti greci a Ermete Trismegisto, consiste, secondo la ricostruzione proposta dal traduttore latino del secolo XII, nell'unione di due testi distinti: il primo attribuito al re di Persia Kiranides (Kiramides, Kyranides) o Kiranus, il secondo a un Arpocration di Alessandria, che illustra alla propria figlia le nozioni da lui apprese durante un viaggio in terre orientali e narra le vicende che lo hanno portato a tali conoscenze ... Suddiviso in quattro libri nella redazione latina, forse ne contava altri due almeno a giudicare dal numero di libri che pare componessero a loro volta la redazione greca" (Cherubini, Lapidari, 115-116).
Si deve a Louis Delatte l'unica edizione critica, in cui tuttavia non è presente la ricostruzione dello stemma codicum.
Paolo Cherubini, nel suo contributo scientifico sul codice palermitano, rileva che il I dei quattro libri concorda in gran parte con il codice M (Montpellier, Bibliothèque de la Faculté de Médecine, 277, cc. 41v-60r, del secolo XV) e con il codice P (Biblioteca Apostolica Vaticana, Palatino latino 1279, cc.121r-152v, datato 5 marzo 1462), si può avvicinare in diversi casi al codice R (Biblioteca Apostolica Vaticana, Reginense latino 773, cc. 21r-40r del secolo XIII) e in alcuni casi anche al codice O (Oxford, Bodleian Library, Ashmole 1471, cc.143r-167v, della fine del secolo XIV) e al codice A (London, British Library, Arundel, 342, cc. 1r-46r del secolo XIV), mentre raramente concorda con il codice G (Gand, Bibliothèque de la Ville et del'Université, 416, cc.184r-212r, del secolo XV).
Per quanto riguarda i tre libri successivi, il copista del codice palermitano trascrive probabilmente da un antigrafo che segue una traduzione diversa, di cui "riporta, all'interno del testo, titoli e forse anche intere ricette che in quello erano evidentemente nei margini” (Cherubini, Lapidari, 120).

Descrizione interna


cc. 17v, l. 11r-40v


Titolo presente: Liber phisicalium virtutum (18r)

Incipit (testo) : Liber phisicalium virtutum compassionum et curacionum collectus ex duobus libris ex prima videlicet Kiranidarum (c. 18r)
Nota all'incipit: la terza "i" di "phisicalium" è soprascritta.

Explicit (testo) : dare ei comedere et insanus fiet ignorans omnia predicta (c. 40v)

Osservazioni:
"Nel primo libro sono raccolti, sotto ciascuna lettera dell'alfabeto, un uccello, un pesce, una pianta e una pietra (il nome dei quali inizia con quella lettera) e di ciascuno di essi l'Autore descrive le virtù terapeutiche e la maniera di trarne talismani" Cherubini, Talismani, 116.

Descrizione interna


cc. 40v-56r


Titolo presente: Secunda kiramus tractans de quadrupedibus et primo de capra (40v)

Incipit (testo) : Eges idest capre femine que omnibus oraculum dant ad epilecticos (c. 40v)

Explicit (testo) : transglucierit prescientiam accipiet futurorum et eorum qui in seculo fuerint (c. 56r)

Osservazioni:
Alle cc. 48r-v è presente un'aggiunta che non compare in nessun altro testimone in cui l'Autore propone alcune ricette "a metà tra farmacopea e magia" (Cfr.: Cherubini, Lapidari, 124-125).

Descrizione interna


cc. 56r-68v


Titolo presente: Kiramus de volucribus et primo de aquila rege animalium (56r)

Incipit (testo) : Aeros idest aquila rex est omnium avium nigronizans colore (c. 56r)

Explicit (testo) : colicos sanabunt mirifice. Qua testudinis marine comesta lunatices curant et cetera (c. 68v)
Nota all'explicit: Dopo l'explicit, una mano coeva ha aggiunto una brevissima ricetta "ad videndos spiritus", che recita: "Item recipe sanguinem upupe unge supercilia oculorum et in sompnis videbis spiritus vel quidquid volueris".

Descrizione interna


cc. 69r-80r


Titolo presente: Kiramus quarta de piscibus (69r)

Incipit (testo) : Aeros est piscis absque squamis similis ancipitri pisci nigrior tamen (c. 69r)

Explicit (testo) : in luna crescente fac pulveres imposita [pulvis] plagis recentibus consolidat et sanat (c. 80r)

Osservazioni:
Alle cc. 74v-75r è presente una "Benedictio Leonis pape", scritta per metà in latino e per metà in volgare d'area centro-italiana, "contenente uno scongiuro da pronunciare sul simbolo della croce e sui nomi di Dio che quel papa, secondo una leggenda evidentemente già consolidata alla fine del Trecento, avrebbe inviato all'imperatore franco." Cherubini, Lapidari, 131.
La sua presenza nel codice, come sottolinea lo studioso "da una parte ribadisce il carattere di cultura 'mista' che contraddistingue la curiosa silloge raccolta nel nostro manoscritto, sospesa a metà tra testi dotti e di antica tradizione ed aggiunte di carattere pratico nutrite di un sapere medico quotidiano e di credenze magico-popolari, conferma dall'altra l'origine tutta 'mediterranea' del suo anonimo compilatore" Cherubini, Lapidari, 132.


Bibliografia non a stampa
Inventario topografico della R. Biblioteca nazionale di Palermo, a cura di Giuseppe Salvo Cozzo di Pietranzili ed Eduardo Rivarola di Roccella, 1901-1920.

Bibliografia a stampa
BARRECA, Silvana, I manoscritti scientifici della Biblioteca centrale della Regione siciliana. Atti del Convegno Il Meridione e le scienze (secoli XVI-XIX). Palermo, Palazzo Steri, 14-16 maggio 1985. Palermo, 1985, (dattiloscritto), 41.
CHERUBINI, Paolo, Lapidari, virtù terapeutiche di pietre piante e animali, scongiuri in un codice medico-alchemico tardo medievale a Palermo, in "Pan. Studi dell'istituto di Filologia latina “Giusto Monaco” dell'Università degli studi di Palermo", 18 (2001), 101-145.
CHERUBINI, Paolo, Cultura medica pratica e scrittura alla fine del medioevo a Palermo, in “Scrittura e civiltà" XXV (2001), 201-222.
SOARES da Silva, Davide, I 'ricettari segreti' nel Regno di Sicilia (”˜400-”˜600). La storia dello spazio comunicativo siciliano riflessa in una tradizione discorsiva plurilingue, Berlin, De Gruyter, 2015, pp. 77-99.

Riproduzioni
Il manoscritto, riprodotto integralmente su microfilm di 35 mm nel 1981, è consultabile presso la Biblioteca centrale della Regione siciliana "Alberto Bombace" e presso il Centro nazionale per lo studio del manoscritto della Biblioteca nazionale di Roma.

Fonti
HASKINS, Charles Homer, Studies in the History of Mediaeval Science, 2a ediz., Cambridge, Harward University Press, 1927, 222.
DELATTE, Louis, Textes latins et vieux français relatifs aux Cyranides. La traduction latine du XIIe siècle. Le compendium aureum. Le De XV stellis d'Hermès. Le livre des secrez de nature, édités par L. Delatte, Paris, Les Belles Lettres, 1942 (Bibliothèque de la Faculté de Philosophie et Lettres de l'Université de Liège, XCIII).
KAIMAKIS, Dimitris, Die Kyraniden, Meisenheim am Glan, Anton Hain, 1976 (Beiträge zur Klassischen Philologie. Heft 76).


Progetto: Manoscritti Biblioteca centrale della Regione siciliana
Autore della scheda: Giusy Sinagra
Ultima modifica: Mercuria Salemi
Tipologia: scheda di prima mano
Data creazione: 24/09/2008 Data modifica: 09/10/2018
Numero di inventario: 79/81
CNMS: CNMS\\0000031661

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