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Firenze, Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Banco Rari, 342


Scheda manoscritto

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CNMD\0000258896

Manoscritto.

Storia del manoscritto:
Sotto la segnatura Banco rari 342 sono raccolti gli autografi che Giacomo Leopardi consegnò a Luigi De Sinner (1801-1860) dopo il loro primo incontro a Firenze, nel 1830. Questi, com'è noto, avrebbe dovuto pubblicarli e rendere così giustizia al talento e all'impegno filologico di Leopardi: "Quel forestiero che ha voluto l’Eusebio, è un filologo tedesco, al quale, dopo molte sedute, ho fatto consegna formale di tutti i miei manoscritti filologici, appunti, note, ec., cominciando dal Porphyrius. Egli, se piacerà a Dio, li redigerà e completerà, e li farà pubblicare in Germania; e me ne promette danari, e un gran nome" (lettera di G. L. alla sorella Paolina del 15 novembre 1830; v. Epistolario Leopardi, II, pp. 1764-1765 nr. 1587; si può leggere inoltre la lettera del 30 ottobre 1830 a Pierfrancesco L. nella quale G. chiede l'invio di due copie delle Annotazioni sull'Eusebio: "Deve servire per uno che parte per Parigi a momenti"; v. Epistolario Leopardi, II, p. 1763 nr. 1584). Soltanto una minima parte di quei contributi filologici fu in effetti stampata e qualche tempo dopo la scomparsa di Leopardi cominciarono a circolare voci sfavorevoli sul conto del Sinner (perplessità aveva peraltro espresso già il padre di G., da lui tacitate in una lettera del 23 dicembre 1830: "Mio caro Papà. E' giustissimo il suo sospetto circa una mala fede nel mio Tedesco; ma sappia ch'egli stesso, quando si discorse della cosa in genere, mi avvertì di questo pericolo, e che d'altronde il suo carattere inspira ogni possibil fiducia"; v. Epistolario Leopardi, II, p. 100 nr. 467). Per tacitare ogni accusa, che ora pare comunque infondata, De Sinner rimise le carte nelle mani di Gian Pietro Viesseux: arrivarono a Firenze il 30 giugno 1856. Poco più di un anno dopo, nell'ottobre 1857, in cattive condizioni di salute, lo stesso De Sinner si trasferiva in città. In difficoltà finanziarie, si risolse a cedere alla Palatina la sua biblioteca, costituita da circa 6000 volumi, compresi i manoscritti leopardiani (secondo Fava, Biblioteca Nazionale, p. 123, si sarebbe trattato di 39 filze di manoscritti filologici suoi e di Leopardi, nonché di parecchi volumi a stampa). Con lettera del 28 luglio 1858 il cavaliere bibliotecario Francesco Palermo ne proponeva l'acquisto; De Sinner avrebbe ottenuto in cambio una pensione di 100 lire toscane al mese. Il passaggio della collezione fu approvato il 26 luglio 1858; ne dettero notizia l'Archivio Storico Italiano e il Monitore Toscano (v. infra, in bibliografia). Nel febbraio 1862, all'atto dell'unione tra la Palatina e la Magliabechiana, le carte leopardiane furono descritte tra i codici Palatini della "Serie Sinner" (v. Inventario Palatino, in bibliografia). Non dovette passare molto tempo tuttavia prima che la "Cassetta Leopardiana" fosse separata dal resto dei manoscritti De Sinner e inserita nel Banco Rari (v. Inventario Carbone, in bibliografia). Fu verisimilmente allora che Giunio Carbone ne compilò un inventario più dettagliato, conservato all'interno della cassetta stessa (attualmente Banco Rari 342.1). Un inventario ulteriore, l'unico corrispondente in toto all'articolazione odierna, è stato redatto per l'alfabetico a schede del Banco Rari (Uff. Mss., Cass. 1). Il materiale è conservato attualmente sotto 29 segnature (Banco Rari 342.1 - Banco Rari 342.27, Banco Rari 342.28, I-II). Una scheda bibliografica per ciascuna di queste è reperibile nella presente base dati.

Antiche segnature:
1.2.1

Pal. De Sinner 1-13


Bibliografia non a stampa
Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale, a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., 1862 (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala manoscritti e rari, Cataloghi 9), f. 80r, nrr. 1-13, 17.

[Giunio Carbone], Inventario del contenuto di questa cassetta, ms., sec. XIX (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, B. R. 342.1).

[Giunio Carbone], Inventario del Banco, [con aggiunte di Bartolomeo Podestà], ms., sec. XIX (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala manoscritti e rari, Cataloghi 12a), p. 2 (“Cassetta contenente gli scritti autografi di Giacomo Leopardi”).

[Teresa Lodi], Inventario del Banco Rari della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ms., 1914-1916 (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala manoscritti e rari, Cataloghi 12b), f. 1r (“Leopardi (Giac.). Scritti autografi. 26 pezzi”).

Bibliografia a stampa
Manoscritti di Giacomo Leopardi, “Archivio Storico Italiano”, n. s., 8 (1858), p. 198.

Giuseppe Piergili, Nuovi documenti intorno agli scritti e alla vita di Giacomo Leopardi, Firenze, Successori Le Monnier, 1892, pp. IX-XVIII, XXIV-XXV, 5, 10, 11-12, 16 e passim (pubblica, tra l’altro, lettere di de Sinner utili per la storia dei mss. e un loro ‘catalogo’).

Notizie storiche, bibliografiche e statistiche sulle Biblioteche Governative del Regno d'Italia pubblicate in occasione del Congresso Internazionale dei Bibliotecari, Chicago, luglio 1893, Roma, Tip. Elzeviriana, 1893, p. 24 (cit. senza segnatura).

Margherita Michelesi, L’opera di Luigi De Sinner a favore di Giacomo Leopardi, Firenze, Tip. Giuntina, 1938 (pubblica alle pp. 143-145 quattro lettere relative alla cessione dei mss. De Sinner alla Palatina; l’inventario dei mss. De Sinner presentato alle pp. 146-148 non è altro che una copia non dichiarata dell’Inventario dei manoscritti Palatini fatto compilare da Atto Vannucci).

Domenico Fava, La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e le sue insigni raccolte, Milano, Hoepli, 1939, pp. 123-124.

Lino Lazzarini, Il leopardiano “Supplemento a tutte le mie carte”, “Aevum”, 15 (1941), pp. 420-445, con tavv.

Sebastiano Timpanaro, Di alcune falsificazioni di scritti leopardiani, “Giornale storico della letteratura italiana”, 143 (1966), pp. 88-119, in part. p. 95 n. (cit. senza segnatura).

Giacomo Leopardi, Scritti filologici, a cura di Giuseppe Pacella e Sebastiano Timpanaro, Firenze, Le Monnier, 1969.

Sebastiano Timpanaro, La filologia di Giacomo Leopardi, Roma-Bari, Laterza, 2008, pp. 171-190 e passim.

Christian Genetelli, Storia dell’epistolario leopardiano. Con implicazioni filologiche per i futuri editori, Milano, LED, 2016, p. 79 (cit. senza segnatura).

Riproduzioni
Microfilm positivo e negativo, conservati presso la Biblioteca (M. G.F. 19 n.; M. G.F. 20 p.).

Fonti
Giacomo Leopardi. Epistolario, a cura di Franco Brioschi e Patrizia Landi, Torino, Bollati Boringhieri, 1998, I-II.


Progetto: Manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze
Autore della scheda: Carla Pinzauti
Ultima modifica: Gioele Marozzi
Tipologia: scheda di prima mano
(scheda a cura di David Speranzi)
Data creazione: 12/12/2017 Data modifica: 06/04/2021
CNMS: CNMS\\0000187538

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