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Napoli, Biblioteca nazionale "Vittorio Emanuele III", Manoscritti ex-Viennesi, ms.ex-Vind.Lat.72


Scheda manoscritto

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CNMD\0000178335

Composito di 5 elementi.
Le unità codicologiche non sono descritte separatamente.

Manoscritto cartaceo, guardie cartacee; fascicoli legati; 1576-1600 data stimata (dei sec. XVII-XVIII le cc. finali); cc. III + 273 + VI; numerazione coeva a penna nell'angolo superiore destro del recto delle cc. 1-255; aggiunte diciotto carte, di dimensioni inferiori e con numerazione recente a lapis: 20bis, 25bis, 32bis, 32ter, 34bis, 60bis [numerata da altra mano], 62bis, 62ter, 62quater, 62quinquies, 119bis, 151bis, 152bis, 192bis, 196bis, 197bis, 204bis, 216bis [numerata da altra mano].

Dimensioni: mm 330 x 220 (c. 1), (per le dimensioni è stata indicata convenzionalmente la c. 1).

Filigrane:
1) corona (prevalente); 2) stemma con la lettera M sormontata da una stella.

Legatura:
1701-1900, Vienna (legatura alle armi, à doublure, in pelle rossa zigrinata, con impressioni in oro e cornici dipinte in nero.guardie in seta blu, stemma con aquila asburgica su entrambi i piatti).

Assi in cartone.

Coperta in pelle, rossa zigrinata.

Decorata in oro, impressioni in oro e cornici dipinte in nero, guardie in seta blu.

Storia del manoscritto:
oltre al testo della Conquistata, che, sia pure acefalo e considerevolmente lacunoso, è il più esteso autografo tassiano, il codice contiene un lungo frammento di un anonimo poema pastorale (cc. 240r - 250r) ... Nel periodo di permanenza viennese vi furono annessi una lettera di Luigi Parisi a Metastasio (c. 252r-v) , un sonetto autografo di Giovan Battista Marino ... (c. 253r) ... e un testo epistolare, anch'esso autografo, di Battista Guarini ... (cc. 254r-255v) ... Gli ultimi due scritti furono dal Parisi regalati a Metastasio, e da questi, insieme con la lettera d'accompagnamento del dono, alla Biblioteca Imperiale in data 24 agosto 1776; a c. 252v si legge infatti: "autographa illustrium virorum Marini et Guarini a Clarissimo Petro Metastasio Bibliothecae Augustae dono data die 24 Augusti 1776".
Sulla controguardia anteriore un tassello cartaceo reca l'antica segnatura vindobonense, che è ribadita ed integrata a c. Iv: "10151. Ol. Rec.311". La terza carta di guardia, oltre al timbro della Nazionale, che compare anche a c. 255v insieme con il numero d'ingresso, presenta sul recto, in basso a destra, l'indicazione "Philologi. Poetae Tasso Gerusalem[m]e Conquistata".
Mutilo dell'intero primo libro e dell'inizio del secondo, il testo del poema principia a c. 1r con la trentesima ottava del Canto II ... e si estende fino all'ottava 110 del Canto XXIV (c. 238v), ... ;
Una numerazione coeva è apposta a penna nell'angolo superiore destro del recto delle cc. 1-255; inoltre diciotto carte, di dimensioni inferiori e con numerazione recente a lapis, inserite nel rispetto della sequenza, aumentano la consistenza dell'autografo ...
L'autografo è vergato su una carta piuttosto consistente di colore avorio carico, in più punti ingiallita. L'inchiostro, bruno e piuttosto omogeneo, in alcune carte (vedi cc. 25, 129, 143, 156, 169, 208, 228, ecc.) ha prodotto danni da ossidazione. Ciò nondimeno complessivamente buono è lo stato di conservazione del codice, che reca tracce di qualche antico intervento di restauro (vedi le cc. 165 e 209). La grafia, rapida e incostante, tende generalmente a discostarsi dal rigo ideale di base orientandosi verso l'alto. Anche il margine interno, da cui le stanze si dipartono (in media tre per facciata, ma anche di più, sempre numerate dall'autore) viene man mano abbandonato: se ne ricava l'impressione complessiva di fitte colonne oblique, tormentate da cancellature più volte ribadite, che talvolta investono intere strofe e perfino intere facciate (vedi le cc. 160r e 225r) e che rendono ancora più ardua la decifrazione: "The author's handwriting is idiosyncratic, inconsistent and erratic", osserva l'Oldcorn. Il testo appare costellato da emendamenti interlineari e marginali e da varianti alternative di singoli lemmi o di intere locuzioni ...
Come attesta il tassello applicato a c. IIIr il codice fu "Donato alla libraria di S. Apostoli dal Sig.r Scipione Polverino al mese di Agosto 1623"; l'antica appartenenza alla biblioteca teatina è peraltro documentata dal Ms.S. Martino 467, che ne contiene il catalogo, sotto la segnatura "F.3.A: Torquati Tassi. La Gerusalemme Conquistata. Orig. Mancante del primo Canto, e parte del Secondo. Dato all'Imperatore" (c. 67v). Nel 1718 il codice non si sottrasse, dunque, alla spoliazione delle raccolte conventuali napoletane disposta da Carlo VI, per effetto della quale un cospicuo nucleo di importanti manoscritti, selezionati da Gaetano Argento, fu trasferito nella Biblioteca Imperiale. Soltanto al termine del primo conflitto mondiale, grazie al Trattato di Saint-Germain e alla Convenzione artistica di Vienna, il codice fu restituito alla Biblioteca Nazionale di Napoli insieme con altri settantuno latini e ventidue greci, identificati appunto come ex Vindobonensi.

Nomi collegati alla storia:
*Casa dei *Santi *Apostoli <Napoli>, possessore

*Osterreichische *Nationalbibliothek <Vienna>, provenienza

*Vienna, altra relazione di D.E.

Argento, Gaetano <1662-1730>, altra relazione di D.E.

Guarini, Battista <1538-1612>, copista

Karl <imperatore ; 6.>, altra relazione di D.E.

Marino, Giambattista <1569-1625>, copista

Metastasio, Pietro <1698-1782>, altra relazione di D.E.

Parisi, Luigi <fl. 1782>, altra relazione di D.E.

Polverino, Scipione <fl. 1623>, possessore

Tasso, Torquato <1544-1595>, copista

Antiche segnature:
10151.Ol. Rec.311

F.3.A

Osservazioni:
il manoscritto è stato oggetto - in epoca successiva alla pubblicazione del catalogo retroconvertito - di un minuzioso intervento realizzato dal laboratorio di restauro della BNN. In tutte le carte sono state rinforzate nei punti in cui l'inchiostro, ossidandsi, ne aveva compromesso l'integrità (M. R. Grizzuti, luglio 2007).

Descrizione interna


cc. 1r-239v


Autore:
Tasso, Torquato <1544-1595>

Titolo identificato: Gerusalemme conquistata [II, 30 - XXIV, 110]
Note: Bari, Laterza & figli, 1934.

Titolo presente: Philologi. Poetae Tasso Gerusalem[m]e Conquistata (c. IIIr)

Nomi presenti nel titolo:
Tasso, Torquato <1544-1595>

Osservazioni:
oltre al testo della "Conquistata", che, sia pure acefalo e considerevolmente lacunoso, è il più esteso autografo tassiano, il codice contiene un lungo frammento di un anonimo poema pastorale (inc: Villa selva gentil de cui bei rami, c. 240r; expl.: E si ben gionti ancor vi porti in cielo, c. 250r). Nel periodo di permanenza viennese vi furono annessi una lettera di Luigi Parisi a Metastasio (c. 252r-v; inc.: Fra i diversi antichi manoscritti), un sonetto autografo di Giovan Battista Marino dedicato al cardinale Luigi Capponi (c. 253r; inc.: Già sorge il Tebro a reverirvi) e un testo epistolare, anch'esso autografo, di Battista Guarini indirizzato a monsignor Manfredi vescovo di Molfetta e datato 23 aprile 1605 (cc. 254r-255v; inc.: Havendomi eletto la mia Città) ...
Mutilo dell'intero primo libro e dell'inizio del secondo, il testo del poema principia a c. 1r con la trentesima ottava del Canto II ("E poscia Saladin da l'onde istesse") e si estende fino all'ottava 110 del Canto XXIV ("E par, ch'un turbo in mezzo a l'acque il porti", c. 238v); mancano del tutto i Canti IX-XV; lacune si riscontrano nei Canti VI, VIII, XVI, XVIII, XX, XXI, XXII; degli ultimi due, il XXIII e il XXIV, il ms. conserva solo frammenti.
Alle cc. 1r-11v il Canto II, 30-93; seguono nell'ordine: III, 1-94 (cc. 12r-26r); IV. 1-82 (cc. 26v-38r); V, 1-95 (cc. 39r-54v); VI, 1-121 (cc. 54v-72r; mancano le ottave 34-36); il verso della c. 72 reca l'annotazione di mano di Tasso "qui si potrà giung.re un'altra parte. E continuar la stanza V'è l'aura molle con la sg.te Fratanto"; la c. 73 contiene tre stanze sul recto e quattro sul verso, poi rifiutate, la prima delle quali ha appunto per incipit: Fratanto al pio Goffredo (si tratta in realtà, di un rifacimento delle ottave finali, da 86 a 92, del libro V della Liberata); alle cc. 74r-96r in Canto VII, 1-131; seguono: VIII, 1-56 (cc. 96r-105v); il canto è mutilo delle ultime 79 ottave; come è rilevato da altra mano in calce alla c. 105v); XVI, 1-90 (cc. 106r-117v); mancano le ottave 4, 16); XVII, 1-135 (cc. 117v-134r); XVIII, 1-155 (cc. 134v-155v); manca l'ottava 152); XIX, 1-145 (cc. 156r-180v); XX, 1-128 (cc. 181r-202r; mancano le ottave 54, 76-77, 118-119, 122-123., 131-144); XXI, 1-149 (cc. 202r-219r; mancano le ottave 41, 45-51, 93); XXII, 1-96 (cc. 219r-235v; manca l'ottava 22); XXIII, 1-7 (cc. 235v-236v); XXIV, 100-110 (cc. 237r-238v; le ottave sono numerate 50-60).
L'autografo è vergato su una carta piuttosto consistente di colore avorio carico, in più punti ingiallita. L'inchiostro, bruno e piuttosto omogeneo, in alcune carte (vedi cc. 25, 129, 143, 156, 169, 208, 228, ecc.) ha prodotto danni da ossidazione. Ciò nondimeno complessivamente buono è lo stato di conservazione del codice, che reca tracce di qualche antico intervento di restauro (vedi le cc. 165 e 209). La grafia, rapida e incostante, tende generalmente a discostarsi dal rigo ideale di base orientandosi verso l'alto. Anche il margine interno, da cui le stanze si dipartono (in media tre per facciata, ma anche di più, sempre numerate dall'autore) viene man mano abbandonato: se ne ricava l'impressione complessiva di fitte colonne oblique, tormentate da cancellature più volte ribadite, che talvolta investono intere strofe e perfino intere facciate (vedi le cc. 160r e 225r) e che rendono ancora più ardua la decifrazione: "The author's handwriting is idiosyncratic, inconsistent and erratic", osserva l'Oldcorn
Il testo appare costellato da emendamenti interlineari e marginali e da varianti alternative di singoli lemmi o di intere locuzioni , i cosiddetti "luoghi doppi", affiancate al corpo delle strofe; "Not infrequently - rileva ancora l'Oldcorn, che ha attentamente osservato la fenomenologia correttoria e variantistica - the point of departure for these emendations is identical with the text of the Liberata".
Per ciò che riguarda la cronologia, se l'edizione romana costituisce un sicuro terminus ad quem, alquanto incerto deve considerarsi il terminus a quo: non c'è dubbio, infatti, che il poeta attendesse al rifacimento da lungo tempo. Tuttavia, gli anni 1591-92 dovettero segnare un'intensificazione dell'alacre lavorio intorno alle ottave del poema.
L'autografo rappresenta l'ultimo, consistente stadio elaborativo della Conquistata; successivi interventi (sia nella copia di mano dell'Ingegneri, sia nel testo a stampa, che parzialmente ed in modo discontinuo fu rivisto in bozze da Tasso) sono da ritenersi sporadici. Nonostante l'aspetto tormentato, la stesura autografa tramandata dal manoscritto napoletano è pertanto considerata dall'Oldcorn come una bella copia, una redazione definitiva, in cui l'autore ha trascritto ed ordinato materiali ai quali lavorava da anni. Se in essa permangono moltissimi emendamenti ed aggiunte, "this is because, given his temperament, the poet was not able to transcribe without feeling compelled to change and to amplify". Trattane copia per la stampa, Angelo Ingegneri ne curò l'editio princeps a Roma presso Facciotti tra l'agosto e il novembre del 1593 (vedi n. 83). Le edizioni che seguirono si rifecero tutte, direttamente o indirettamente, alla Facciotti.

Bibliografia riportata in catalogo: A. Oldcorn, The Textual Problems of Tasso's "Gerusalemme conquistata", Ravenna, Longo, 1976, passim.

Descrizione interna


cc. 240r-250r


Titolo elaborato: Poema pastorale

Incipit (testo) : Villa selva gentil de cui bei rami (c. 240r)

Explicit (testo) : E si ben gionti ancor vi porti in cielo (c. 250r)

Descrizione interna


cc. 252r-v


Autore:
Metastasio, Pietro <1698-1782>

Altri nomi:
Parisi, Luigi <fl. 1782>, destinatario

Titolo elaborato: Lettera a Luigi Parisi

Incipit (sommario) : Fra i diversi antichi manoscritti (c. 252r)

Descrizione interna


c. 253r


Autore:
Marino, Giambattista <1569-1625>

Altri nomi:
Capponi, Luigi <cardinale ; 1583-1659>, altra relazione di D.I.

Titolo elaborato: Sonetto

Incipit (sommario) : Già sorge il Tebro a riverirvi (c. 253r)

Descrizione interna


cc. 254r-255v


Autore:
Guarini, Battista <1538-1612>

Altri nomi:
Manfredi, <vescovo ; sec. 17.>, destinatario

Titolo elaborato: Lettera a monsignor Manfredi, vescovo di Molfetta

Nomi presenti nel titolo:
*Molfetta

Incipit (testo) : Havendomi eletto la mia città (c. 254r)

Osservazioni:
il testo porta la data del 23 aprile 1605.


Progetto: Manoscritti della Biblioteca nazionale di Napoli
Autore della scheda: Maria Rosaria Grizzuti
Tipologia: recupero da catalogo
(Io canto l'arme e 'l cavalier sovrano. Catalogo dei manoscritti e delle edizioni tassiane, secoli XVI-XIX, nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Mostra bibliografica e iconografica. Napoli, Biblioteca Nazionale di Napoli, 1996, pp. 29, 30, n. 4)
Data creazione: 19/11/2010 Data modifica: 28/09/2016
CNMS: CNMS\0000123788

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