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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, San Marco, S.Marco 326


Scheda manoscritto

Vedi la descrizione del Fondo

CNMD\0000114793

Manoscritto membranaceo, guardie miste: cc. I, I' guardie mod. cart., numerate entrambe I; c. II guardia membr. numerata; fascicoli legati; 1191-1210 data desumibile (cfr. BILLANOVICH, La tradizione del testo di Livio, p. 232); cc. II + 224 + I; numerazione rec. a matita nel marg. sup. destro; numerazione ant. visibile raramente nel marg. sup. destro.

Dimensioni: mm 295 x 218 (c. 10).

Iniziali
Iniziali semplici.
Sono presenti iniziali, ornate.

Altri elementi
Disegni a c. 130v, 133r, 135r, 141r, 142v.
disegni di animali e motivi vegetali stilizzati.

Legatura:
1751-1800, La legatura risale al 1768 ca. quando tutti i manoscritti, presenti in S. Marco, furono fatti rilegare dai frati Domenicani (cfr. ULLMAN-STADTER, The Public Library, p. 52).

Assi in cartone.

Coperta in pergamenaCoperta in pelleCoperta in carta, leg. in mezza pelle; piatti in carta dipinta a mano con punte in pergamena.

Decorata in oro.

sul dorso, impressi in oro: titolo "T. L [IVII] DECA[S] PRIMA" e segnatura attuale "326" incorniciata; il dorso è lacero. Sempre sul dorso è un cartellino cart. con il n° 66. Cfr. campo 25. 1.

Storia del manoscritto:
Il manoscritto è stato dettagliatamente studiato dal Billanovich (cfr. La tradizione del testo di Livio, pp. 232-235), che così scrive: "La I decade fu scritta tra la fine del s. XI e il principio del XII da tre copisti, oriundi della Francia meridionale, come mi assicura Bernhard Bischoff, e non italiani, come finora si era ritenuto per la qualità del testo; uno dei quali seppe maneggiare la penna come pennello e infatti ornò con larghi disegni le iniziali a c. 126v e più ancora a c. 147v [”¦]. Anche questo codice fu tratto fuori nel fatidico Trecento da una mal difesa e intorpidita biblioteca ecclesiastica: molto probabilmente la stessa per la quale era stato prodotto. Alcune note che furono segnate nella prima e nell'ultima pagina, ma poi erase, e non vennero mai segnalate finora, permettono, facendole rivivere con i raggi, di conoscere le avventure che allora il codice subì. All'inizio, nell'alto di Ir, dapprima un italiano del Trecento mise una nota di proprietà: 'Iste”¦'; ma poi un nuovo possessore, anch'egli italiano, un po' più tardo, erasa questa linea vi sovrappose una sua nuova linea che poi fu pure erasa: 'Iste liber”¦'. Alla fine, tra tante scritture erase a c. 224v arrivo a leggere al fondo della pagina - dove però fu tagliata la parte inferiore, probabilmente per eliminare un'altra nota di proprietà - l'eloquente promemoria che qui scrisse la stessa mano- così credo, nonostante qualche disparità - che appose la seconda nota di proprietà, 'Iste liber”¦', sulla pagina iniziale: 'Memoria q(uod hu(n)c libru(m) h(ab)uit Iacobus d(e) Fulchis d(e) Florentia i(ncom)modatu(m) a nob(i)lib(us) viris d(omi)nis Petro et Ioh(ann)e d(e) Mo(n)te Nigro tu(n)c scolarib(us) ei(us) i(n) Urbe, a(n)no D(omi)ni M.CCC.LXXVI. Quo a(n)no p(ro)pt(er) gue(r)ra(m) Florenti(n)or(um) cu(m) p(re)latis Ec(clesi)e Florentia(m) rev(er)ti p(re)ceptu(m) ei est. A p(redictis) vero debebat h(ab)ere coll(e)ctas a(n)ni illius. It(em) a d(omi)no p(redicto) P(etro) bologn(en)os viginti, quos mittam s(ib)i i(n) pascate nativitatis. It(em) p(re)stavi u(num) florenu(m) p(re)sentia ipsius p(res)b(ite)ro La(m)pe (Lampa, ms.). Cui et(iam) p(res)b(ite)ro La(m)pe mutuavi mediu(m) florenu(m)'. Così torniamo a Roma; e nella consorteria dei Colonna. Anche i nobili giovani Pietro e Giovanni da Montenero furono avviati alla scuola di diritto, e ottennero nel 1376 lezioni dal giurista Iacopo Folchi da Firenze; ma poichè non gli avevano versato il compenso, essi comodarono al maestro questo libro, e Pietro pure gli comodò venti bolognini: quando la guerra imminente, degli Otto santi, tra la Chiesa e i fiorentini costrinse Iacopo a tornare in patria [...]. Egli [Iacopo Folchi] amò tanto questo Livio che lo barattò con il salario che gli spettava per le sue lezioni: come, attento giurista, ebbe modo di dichiarare, in quel promemoria sul trapasso di proprietà, ridette ordine a nuova legatura al volume decaduto: come provano i numeri e i richiami con cui distinse i fascicoli; e finalmente lo studiò a fondo ricomponendone abilmente gli spostamenti e pazientemente apportandovi varianti e postille - specialmente a 114r-v, 115v, 121r, 125v, 126r, 127v, 128v, 137r, 145r, 147v, 150r-v, 168r. Poi restando a Firenze, il libro passò all'avido raccoglitore Niccolò Niccoli: che, secondo il suo rigoroso costume [”¦] attese a eradere nei margini le postille immessevi dal Folchi, però mantenendo i rinvii di riordino e le congetture". Il manoscritto passò, quindi, a Niccolò Niccoli e successivamente confluì nella biblioteca del convento di San Marco. A c. IIv, dopo l'indicazione del contenuto, è la nota di possesso del convento fiorentino: "Prima decas Titi Livii. Conventus Sancti Marci de Florentia ordinis Predicatorum. Ex hereditate peritissimi viri Nicolai de Nicolis de Florentia". Nel margine superiore della stessa carta è l'antica segnatura della biblioteca, preceduta dal numero d'inventario: "44 de 21° banco ex parte occidentis".
Il manoscritto è presente nell'inventario del 1499-1500 della biblioteca di S. Marco: "Prima decas Titi Livii, in volumine mediocri fulvo in membranis" (cfr. ULLMAN-STADTER, The Public Library, p. 220 n° 822). A Firenze lo usò Pier Vettori, che in fondo alla I Decade in una copia del Livio stampato a Magonza nel 1518 scrisse: "Contuli hos T. Livii libros cum vetusto codice e Divi Marci biblioteca observavique, quod soleo, ut ad unguem omnia exscriberem, etiam quae mendosa videbantur, ut coniecturae locus emendaturo supersit”¦" (cfr. BILLANOVICH, La biblioteca papale, p. 4).
Giunse nella Biblioteca Medicea Laurenziana nel 1883, come dimostra il cartellino cartaceo bordato d'azzurro, attaccato sul dorso, con su scritto il numero 66 (cfr. Antico Inventario, n° 66). Una mano rec. annota nel contropiatto anteriore la segnatura attuale, ripetuta, da un'altra mano, nel margine superiore di c. 106r.

Nomi collegati alla storia:
*Convento di *San *Marco <Firenze>, possessore
    Nomi sul manoscritto
    Conventus Sancti Marci de Florentia (c. IIv)

*Convento di *San *Marco <Firenze>, possessore

Folchi, Iacopo, possessore
    Nomi sul manoscritto
    Iacobus de Fulchis (c. 224v (cfr. campo 25. 1))

Giovanni : da#Montenero, possessore
    Nomi sul manoscritto
    Iohannis de Monte Nigro (c. 224v (cfr. campo 25.1))

Niccoli, Niccolò <1364-1437>, possessore
    Nomi sul manoscritto
    Nicolaus de Nicolis (c. IIv)

Pietro : da#Montenero, possessore
    Nomi sul manoscritto
    Petrus de Monte Nigro (c. 224v (cfr. campo 25. 1))

Vettori, Pietro <1499-1585>, lettore

Antiche segnature:
44

Descrizione interna


cc. 1r-224r


Autore:
Livius, Titus <59 a. C.-17 d. C.>
    Nomi sul manoscritto
    Titus Livius, citato a c. 1r (il nome si ripete alle cc. 24r, 48r, 78v, 126v, 147v, 181v, 165r, 206v, 224r)

Titolo aggiunto: Prima decas Titi Livii
Note: c. IIv.

Titolo identificato: Ab urbe condita libri
Note: cfr. l'edizione di Weissenborn (libri I-X).

Titolo presente: Titi Livii libri numero X (c. 1r)

Titolo presente: Ab urbe condita (c. 24r)
Note: lo stesso titolo è ripetuto in corrispondenza di tutti e dieci i libri.

Incipit (testo) : Facturusne sim opere pretium, si a primordio urbis (c. 1r)

Explicit (testo) : praeterquam quod unum diem Aesculapio supplicatio habita est (c. 224r)


Bibliografia non a stampa
Index manuscriptorum Bibliothecae FF. Ordinis Praedicatorum Florentiae ad Sanctum Marcum, anno Domini MDCCLXVIII (Biblioteca Medicea Laurenziana, San Marco 945), p. 153; Antico Inventario S. Marco Mss. Ediz. Rari Stampati Manoscritti. Inventario dei codici mss. di S. Marco consegnati nel 1883 dal Comm. Cesare Donati direttore delle RR. Gallerie (Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, A 46), n° 66

Bibliografia a stampa
B. L. ULLMAN-PH. STADTER, The Public Library of Renaissance Florence. Niccolò Niccoli, Cosimo de' Medici and the Library of San Marco, Padova, Antenore, 1972 (Medioevo e Umanesimo, 10), pp. 67, 220 n° 822; TITE-LIVE, Histoire romaine, Tomo II livre II, texte établi par JEAN BAYET et traduit par GASTON BAILLET, Paris, Les Belles Lettres, 1982 (é il codice "D"); G. BILLANOVICH, La tradizione del testo di Livio e le origini dell'Umanesimo. Volume primo. Tradizione e fortuna di Livio tra Medioevo e Umanesimo. Parte I, Padova, Antenore, 1981, pp. 228 (citato come "D"), 232-235, tav. XXI,I XXII; B. MUNK OLSEN, L'étude des auteurs classiques latins aux XV et XII siècles, I-III, Paris, Éditions du CNRS, 1982-1989, II, 1985, pp. 5-6; G. BILLANOVICH, La biblioteca papale salvò le Storie di Livio, in "Studi petrarcheschi", n. s. III (1986), pp. 1-115, in part. 4; P. SUPINO MARTINI, Roma e l'area grafica romanesca (secoli X-XII), Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1987, p. 50 e n. 2 (Biblioteca di Scrittura e Civiltà 1); G. BILLANOVICH, Nella tradizione dei 'Commentari' di Cesare. Roma, Petrarca, i Visconti, in "Studi petrarcheschi", n. s. VII (1990), pp. 263-318, in part. p. 268; Formative Stages of Classical Traditions: Latin Texts from Antiquity to the Reinassance. Proceedings of a Conference held at Erice, 16-22 October 1993, as the 6th Course of Internetional School for the Study of Written Records, edited by ORONZO PECERE and MICHAEL D. REEVE, Spoleto, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, 1995, pp. 502-504; Medieval Manuscripts of the Latin Classics : Production and Use. Edited by CLAUDINE A. CHAVANNES-MAZEL and MARGARET M. SMITH. Proceedings of The Seminar in the History of the Book to 1500 Leiden, 1993, Anderson - Lovelace & The Red Gull Press, 1996, pp. 65, 82, 83, 84 (citato come "D"); L'Annalistique romaine. Tome II. L'Annalistique moyenne (fragments), texte établi et traduit par MARTINE CHASSIGNET...Paris, Les Belles Lettres, 1999 (é il codice "D"); H.-J. MARTIN, La Naissance du livre moderne (XVIe-XVIIe siècles). Mise en page et mise en texte du livre français. Avec la collaboration de Jean- Marc Chatelain, Isabelle Diu, Aude Le Dividich et Laurent Pinon, Tours, Éditions du Circle de la Librairie, 2000, p. 8, tav. 1

Riproduzioni
Riproduzione conservata nella Biblioteca Medicea Laurenziana: microfilm positivo e negativo (1969), diapositiva della c. 147v.

Fonti
Weissenborn = TITI LIVI Ab Urbe condita libri, iterum recognovit WILH. WEISSENBORN, Pars I Liber I-VI, Pars II Liber VII-XXIII, Lipsiae, in aedibus B. G. Teubneri, 1881 (è il codice "K")


Progetto: Manoscritti Biblioteca Medicea Laurenziana
Autore della scheda: Gianna Rao
Tipologia: scheda di prima mano
Data creazione: 08/11/2009 Data modifica: 08/11/2009
CNMS: CNMS\0000064303

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