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Scheda fondo

BibliotecaMilano, Biblioteca nazionale Braidense
FondoManzoniano
Storia del fondo
Nel suo testamento olografo del 1867, il Manzoni aveva lasciato in eredità tutti i suoi autografi ed i suoi libri postillati al figlio Pietro Luigi, ma questi premorì di poco (circa un mese: 28 aprile 1873) al padre e perciò l'eredità passò ai quattro figli di Pietro (Alessandra, Giulia, Lorenzo e Vittoria). I primi tre li cedettero a Pietro Brambilla, marito di Vittoria che, dopo una ricerca capillare presso altri eredi, decise di destinare la raccolta manzoniana in suo possesso alla Braidense.

Con una lettera del 2 luglio 1885 (solo dodici anni dopo la morte di Alessandro Manzoni) Pietro Brambilla comunicava al prefetto della Braidense, Isaia Ghiron, la volontà della famiglia di destinare la raccolta dei manoscritti manzoniani in suo possesso alla biblioteca milanese subordinando, però, la donazione alle condizioni che la raccolta non venisse mai asportata da Milano e dalla Biblioteca, che le fosse dedicato “un apposito locale” e che fosse tutto lasciato a disposizione di studiosi e pubblico.”

Le trattative intercorse tra il donatore e il Ministero dell'Istruzione furono incredibilmente rapide: non solo il Ministero accettò prontamente le condizioni poste dal donatore ma si volle affidare ad un artista sperimentato come Lodovico Pogliaghi (l'autore di una delle porte del Duomo) l'incarico di allestire una bella Sala Manzoniana degna di tale raccolta. Intanto il prefetto Ghiron per raccogliere questa grande eredità, fu inaugurata il 5 novembre 1886 alla presenza dei sovrani d'Italia. Da quel momento la Braidense cercò di procurarsi le pubblicazioni ed ogni altro materiale di interesse manzoniano. Incrementarono la raccolta il dono di Ercole Gnecchi (vari autografi, carte manzoniane e i cinque volumi delle bozze di stampa della ‘Quarantana'), il legato testamentario di Giulia Costantini Manzoni (iconografia manzoniana) e la raccolta Vismara ricca di rare edizioni. Il 30 gennaio 1924 e il 23 luglio 1925 due importanti gruppi di opere manzoniane vennero ad arricchire il fondo: l'Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno donò un cospicuo numero di cimeli, iconografia e autografi appartenuti a Stefano Stampa, figliastro del Manzoni (e da lui, alla sua morte legati al Pio Istituto pei Figli della Provvidenza di Milano) e l'ingegnere Federico Gentili, una serie di scritti autografi, 247 lettere, 600 pezzi a stampa e un gran numero di ritratti e cimeli vari appartenuti alla ricchissima collezione della famiglia Gnecchi e acquistata (a un'asta a Parigi, tramite l'editore Ulrico Hoepli), dagli eredi della signora Isabella Gnecchi Bozzotti.

La Sala manzoniana divenne, così, troppo angusta per tanto materiale. Questo fu dapprima depositato nel nuovo Centro Nazionale di Studi Manzoniani e da lì, nel corso dell'ultima guerra, trasferito all'abbazia benedettina di Pontida. Cessate le ostilità, il Ministero della Pubblica Istruzione dispose che la raccolta fosse restituita alla Braidense per rispettare la volontà del donatore. Alla Casa del Manzoni rimasero in deposito i cimeli e parte dell'iconografia.

La nuova Sala Manzoniana, progettata dall'architetto Tommaso Buzzi, fu inaugurata il 5 novembre 1951 alla presenza del Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi.

Attualmente la raccolta manzoniana comprende 250 manoscritti (per un totale di circa 9.000 carte), 550 volumi della Biblioteca del Manzoni di cui 200 postillati, circa 5.000 pezzi di carteggio, 1.000 volumi di opere del Manzoni, quasi 3.000 volumi di critica di cui 1800 in miscellanea.

Essa è ormai il cuore di Brera e tutti i direttori ed i bibliotecari posti a cura del Fondo, hanno continuato ad assicurare quanto di meglio si sia reso disponibile in questi ultimi anni: nel '79 sono state acquistate sei lettere autografe di Enrichetta Manzoni Blondel a Peppina Frappolli, nel 1981 lettere del D'Azeglio, del Giorgini, del Capponi e un Anagramma dello stesso Manzoni, nel 1982 una copia dei Versi improvvisati sopra il nome di Maria, nel luglio del 1984, su suggerimento del prof. Dante Isella, si è riusciti ad acquistare un frammento dell'inno Ognissanti e importanti fogli autografi staccati del primo abbozzo della Storia della Colonna Infame già appartenuti alla raccolta Treccani degli Alfieri.

Nell'ottobre 1989 il Fondo manzoniano si è arricchito dell'Archivio della famiglia Giorgini acquistato dalla signora Nedda Dragogna vedova Susmel. L'archivio è composto da circa 4.000 pezzi e comprende lettere di Gaetano, Giambattista, Giorgio, Luisina, Nicolao, Vittoria Giorgini Manzoni e lettere di Matilde, Giorgio, Roberto e Ruggero Schiff. La parte più rilevante dell'archivio è quella relativa a Giambattista Giorgini: oltre al suo carteggio e ad alcuni suoi scritti, l'archivio comprende le corrispondenze della moglie e dei figli Giorgio, Matilde e Luisa.

Nel 1991, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha acquistato per la Biblioteca, all'asta di Christie's (Roma) del 14 maggio 1991, una lettera del Manzoni indirizzata a Giuseppe Panattoni, un biglietto indirizzato a Francesco Tranquillino Moltedo ed una sua nota contabile.

Nel 1993 i figli e il nipote, a ricordo della contessa Ester della Valle di Casanova Bonacossa, hanno donato a Brera la famosa lettera, relativa al lavoro di correzione dei Promessi sposi, che il Manzoni inviò al marchese della Valle di Casanova il 30 marzo 1871: la lettera, documento di grande importanza, è quasi un piccolo trattato di lingua, e sarebbe stata intenzione del Manzoni darla alle stampe.

Inoltre, nel gennaio 1993, sono state acquistate dalla libreria antiquaria “L'Autographe” di Ginevra tre lettere, degli anni 1831-32, di Enrichetta Blondel alla figlia Vittoria collocata a Lodi presso il Collegio della Madonna delle Grazie (Dame Inglesi) e nel luglio del '93 e nel giugno del '94, dalla stessa libreria, sono state acquistate due lettere del Manzoni: una ad Angelo Petracchi (Brusuglio, 22 luglio 1829) ed una al figlio Pietro Luigi, probabilmente del 1845.
Altre lettere sono state acquistate nel '93 sempre con il contributo ministeriale: tre del Manzoni, (a Gaetano Cattaneo, a Costanza Arconati, a Diodata Saluzzo di Roero), una di Teresa Borri Stampa (sempre alla Arconati) e una di Giulia Beccaria indirizzata allo zio e amico Michele De Blasco in cui annunzia la nascita, il suo stesso giorno natale, del terzo nipote, Pietro Luigi.

Nel '94, poi, grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, è stata acquistata la lettera scritta dal Manzoni, il 6 aprile 1848, ad Alphonse de Lamartine (già proprietà della signora Delacroix de Diaz di Parigi); lo stesso anno è stata acquistata una lettera autografa a Giovan Battista Somis di Chiavrie, grazie sempre al contributo del Ministero che si è ripetuto anche nel novembre '95 per l'acquisto di due biglietti a Emilia Luti all'asta di Christie's (Milano).

Nell'autunno del 97, grazie alla squisita prodigalità di due collezionisti privati milanesi e al concorso del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Sala Manzoniana si è arricchita dei sette tomi postillati dal Manzoni del Vocabolario della Crusca preziosa testimonianza del suo intenso lavoro linguistico e di tre lettere a Louise Maumary Blondel, a Adelaide Blondel e a Ruggiero Bonghi acquistate all' asta di Christie's (Roma) dal Ministero.

Infine, all'asta di Christie's (Roma) del 13 dicembre 2001, il Ministero ha acquistato sei lettere di Manzoni a: Francesco A. Marsilli, Charles-François Blondel, Luigia Codemo Gerstenbrand, Francesco Rossi, Giulio Ratti, Antonio Sogni.

L'arricchimento del Fondo manzoniano è stato possibile solo grazie alla cordiale e appassionata collaborazione fra gli studiosi che frequentano sistematicamente la Braidense, il personale che nel corso degli anni si è occupato, ed ancora oggi si occupa del Fondo e la sollecita presenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che non è mai rimasto insensibile alle richieste d'acquisto fatte pervenire dai bibliotecari.

Bibliografia:
Goffredo De Robertis Mariella, La Sala Manzoniana nella Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, in Manzoni scrittore e lettore europeo, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ufficio Centrale per i Beni Librari le Istituzioni Culturali e l'Editoria, Roma, De Luca, 2000, pp.129 - 139.

Goffredo De Robertis Mariella, Fondo manzoniano in I fondi speciali delle biblioteche lombarde. Volume I. Censimento descrittivo. A cura dell'Istituto Lombardo per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Introduzione di Franco Della Peruta, Milano, Editrice Bibliografica, 1995, pp.90-91.

Batori Armida - Goffredo De Robertis Mariella, Ultime acquisizioni del fondo manzoniano della Biblioteca Nazionale Braidensein “Ca' de sass”, 1994, 128, pp.46-53.

Goffredo De Robertis Mariella, Il fondo e la Sala Manzoniana, in Antichi e rari. Recenti acquisti in antiquariato per le Biblioteche Pubbliche Statali (Torino. Biblioteca Nazionale Universitaria, 13-27 maggio 1991). A cura del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali. Gaeta, Gaetagrafiche s. r. l., 1991, pp.94-104.

Isella Dante, Il fondo manzoniano della Biblioteca Nazionale Braidense, in Antichi e rari. Recenti acquisti in antiquariato per le Biblioteche Pubbliche Statali (Torino. Biblioteca Nazionale Universitaria, 13-27 maggio 1991). A cura del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali, Gaeta, Gaetagrafiche s. r. l., 1991, pp.35-38.

Gaspari Gianmarco, Il Fondo e la sala manzoniana in La Braidense. La cultura del libro e delle biblioteche nella società dell'immagine, Firenze, Artificio, 1991, pp.140-143.

Goffredo De Robertis Mariella, I manoscritti manzoniani, in Un grande passato per quale futuro?(1786-1986), Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, 1988, pp.70-76.
Pignatari Giampaolo, Grandi scrittori nelle collezioni della Braidense, in “La Martinella di Milano”, numero speciale, 1983, pp.33 - 38.

Schellembrid Buonanno Maria, La Sala Manzoniana di Brera, n Catalogo della mostra manzoniana (5 novembre - 20 dicembre 1951), Milano, tip. Allegretti di Campi, 1951, pp.XV-XXIV.
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