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Scheda fondo

BibliotecaPalermo, Biblioteca centrale della Regione siciliana
FondoManoscritti orientali
Storia del fondo
Del posseduto dei manoscritti in lingua araba ed ebraica della Biblioteca centrale della regione Siciliana ci informa il catalogo pubblicato da Bartolomeo Lagumina nel 1878. Esso descrive in tutto 38 manoscritti, di cui sei: III.C.11, III.C.8, III.D.3, III.C.5, III.C.15, III.C.16 studiati già da Salvatore Cusa (Codicum orientalium qui Panormi in R. Bibliotheca asservantur catalogus Panormi, 1882) come segnala lo stesso catalogo del Lagumina.
Secondo il Lagumina i codici sono così distinti: 2 in lingua ebraica (segn.: I.F.1; III.D.17); 36 in lingua araba, di cui in arabo e turco i mss. III.C.1, III.C.10, III.C.12, III.C.15, III.C.16, III.D.11, III.D.13; in moresco (arabo africano) i mss. III.C.2, III.C.3, III.C.11, III.C.14, III.C.17, III.D.8; in armeno i mss. II.B.2, III.C.1, III.D.11.
Ulteriore distinzione opera il Lagumina nel fondo arabo tra manoscritti musulmani e cristiani (11 questi ultimi ed in particolare: III.A.9; III.D.6, III.C.13, III.C.18, III.D.2, III.D.5, III.C.9, III.C.6, III.C.7, III, D.11, III.C.1). Tra i musulmani di particolare interesse per antichità (sec. X) e pregio il ms. III.C.11, codice membranaceo contenente il testo dell'Alcorano, di un caratteristico formato oblungo (cfr. Lagumina, Catalogo, n.6).
Il Lagumina segnala 22 manoscritti provenienti dal fondo storico della Biblioteca Nazionale ossia provenienti del Collegio della Compagnia di Gesù palermitano che, in seguito alla soppressione dell’ ordine nel 1767, divenuta Regia Biblioteca nel 1782, aveva incamerato i fondi degli altri istituti religiosi (mss. I.F.1, III.C.8, III.D.3, III.C.11, I.B.1, III.C.2, III.C.16, III.C.10, III.C.12, III.D.12, III.C.14, III.C.17, III.D.13, III.C.3, III.D.9, III.D.8, III.A.9, III.D.6, III.C.13, III.C.18, III.D.11, III.C.1), in particolare 5 provenienti dal Noviziato palermitano (III.C.6, III.C.7, III.C.9, III.D.2, III.D.5); 6 acquisiti più tardi, nel 1871, dall’ Abbazia di San Martino delle Scale (mss. III.C.5, III.C.15, III.D.1, III.D.4, III.D.7, III.D.10), in deroga all'art. 33 della legge di soppressione n. 3036 del 7 luglio del 1866; 3 acquistati dopo il 1860 dalla stessa Biblioteca Nazionale (III.D.14; III.D.15; III.D.17), uno, il ms. III.D.16 donato alla biblioteca dal prof. Salvatore Cusa nel 1882.
Di essi dava notizia Alessio Narbone quando, divenuto prefetto della Biblioteca Regia del Collegio palermitano nel 1816 (già restituito ai pp. Gesuiti nel 1805), ne redigeva l'elenco degli antichi codici in una relazione manoscritta per gli Atti dell'Accademia Partenia (ms. II.C.10, cc. 222r-v); nonchè nella sua "Bibliografia sicola sistematica", di epoca successiva, 1850-'55 (v. II, pp. 48-49), in cui così relaziona sinteticamente riguardo il contenuto: "In arabo una ventina di codici intorno il culto del sommo iddio, le laudi del profeta Maometto, un'epitome del suo Corano; parecchie istorie originali, e versioni parecchie d'opere ascetiche, oltre a qualche grammatica di questa lingua".
Un apporto significativo alle conoscenze del fondo ebraico della Biblioteca centrale è lo studio di Benedetto Rocco pubblicato per l'Archivio storico siciliano del 1971, riguardante i frammenti di un codice ebraico, del sec. XIV/XV, recuperati nelle carte di guardia del ms. V.E.2-11 del sec. XVII, "Selecta ex duodecim tomis Annalium ecclesiasticorum Caesaris Baronij [...] a fratre Illuminato panhormitano, ord. Minorum S. Francisci". Si tratta di 8 fogli membranacei appartenenti ad unico codice, contenenti parti del testo del Libro dei Paralipomeni, detto anche delle Cronache. Testimonianza della consuetudine di smembrare i codici membranacei e riutilizzarli per la rilegatura di altri testi manoscritti o a stampa, diffusa in varie regioni d'Italia, dal sec. XVI, i frammenti del codice ebraico risultano di estremo interesse per la storia libraria e la storia dell'Ebraismo in Sicilia.
Benedetto Rocco tenta una ricostruzione del codice ebraico dai frammenti, mettendolo a confronto con il codice I.F.1, contenente La Cantica di Salomone, già citata dal Narbone, (cfr. Descrizione degli antichi codici, c. 221r), il libro di Ruth e l'Ecclesiaste, appartenente al sec. XIV/XV, (cfr.: Lagumina, n.1) epoca vicina a quella proposta da Rocco per il codice cui appartengono i suddetti frammenti.
Un posto a parte occupa il ms. III.C.19, Libro di preghiere, in etiopico, del sec. XVII, pregevole per la sua legatura "copta" realizzata con una cordicella che lega i fascicoli fissandoli attraverso dei piccoli fori sui caratteristici piatti in legno; fu donato alla Biblioteca Nazionale di Palermo nel 1967 dal Ministero della Pubblica Istruzione (Biblioteca Centrale della Regione Siciliana a cura di S. Barreca, 1992, p. 148;
Relativamente al codice, cosiddetto "martiniano", del Vella ms. III.D.1 (Lagumina, n. 18) vedasi Sciascia L., Delle cose di Sicilia. Testi inediti o rari a cura di Leonardo Sciascia, Palermo, Sellerio, v. 3, pp. 279-311, nonchè lo studio di Carlo Pastena, I manoscritti orientali della biblioteca Comunale di Palermo [...], in: Prospettive Settanta, nel 1986.
Si considera appartenente al fondo inoltre il ms. III.A.8 del sec. XVIII (cfr.: Inventario topografico della R. Biblioteca Nazionale di Palermo. A cura di Giuseppe Salvo Cozzo di Pietraganzili ed Eduardo Rivarola di Roccella, v. 1, n. 283), assai simile per argomento, in quanto contenente anch’esso testi di grammatica comparata di lingue orientali, al ms. III.A.9 (Lagumina, n. 28), con cui si ritiene doversi confrontare anche per mano di copia.
Di argomento medico, il manoscritto arabo ai segni ms. III.C.4 (Lagumina, n. 26), databile al XVI secolo, proveniente dalla collezione della biblioteca dell’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale che tramanda un frammento di "Trattato di Medicina" e testi d’interesse medico, tra cui un "Hadīt sul legame di parentela (صلة الرحم)” e un estratto dal libro "La vita degli animali" di Muhammad ibn Musa al-Damiri.
Bibliografia essenziale:
NARBONE, Alessio, Descrizione degli antichi codici manoscritti che si trovano nella libreria Reale del Collegio Massimo, fatta dal prefetto della medesima p. Alessio Narbone, in “Atti e memorie dell'Accademia Partenia di scienze e belle lettere” 1823-26. Palermo nel Collegio Massimo 1826 (Ms. II.C.10);
Mortillaro, Vincenzo, "Lettera al Cardinale Angelo Mai", in: Opere, Palermo, Stamperia Oretea, 1846, v. 3, pp. 189-198;
NARBONE, Alessio, Bibliografia sicola sistematica, I-IV, Palermo, Pedone Lauriel, 1850-1855;
CUSA, Salvatore, Ex codicum orientalium qui in R. Bibliotheca Panormi asservantur : catalogo. Panormi, ex Tip. F. Lao, 1882, 16 p.;
LAGUMINA, Bartolomeo. Catalogo dei codici orientali della Biblioteca Nazionale di Palermo. In: Cataloghi dei codici orientali di alcune biblioteche d'Italia. Firenze, Le Monnier, 1878, pp. 375-402;
ROCCO, Benedetto, Frammenti di un codice ebraico ricuperati a Palermo. Estratto dall'Archivio storico siciliano, serie III, v. XX, Palermo, presso la Società per la Storia patri, 1971, 18 p.;
Per i manoscritti arabi provenienti da S. Martino dellle Scale:
PASTENA, Carlo. I manoscritti orientali della biblioteca comunale di Palermo: origine, prospettive di catalogazione e inventario. Estratto da Prospettive Settanta, n.s. VIII (1986) 2-3, pp. 409-419;
Schiavo, Il Ragionamento del dottor Domenico Schiavo recitato nella Sala Senatoria di Palermo per la erezione della pubblica Libreria in: Opuscoli Siciliani, Palermo, 1764, t. VIII pp. 108-179;
Airoldi, Alfonso, Codice diplomatico di Sicilia sotto il governo degli Arabi, Palermo Reale stamperia, 1789, , tomo I, [notizie generali su La Farina, p. 37] (segn.: 4.36.C.3)
Hager, F., Nachricht von einer merkwurdigen literarischen Betrugerei Leipzig-Erlangen, 1799;
Sciascia L., Delle cose di Sicilia. Testi inediti o rari a cura di Leonardo Sciascia, Palermo, Sellerio, v. 3, pp. 279-311;
I manoscritti datati della Sicilia, a cura di Maria Maddalena Milazzo [et al.]. Palermo, Regione Siciliana, Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della P.I., Dip. dei Beni culturali ed ambientali e dell'educazione permanente; Firenze, Società internazionale per lo studio del medioevo latino; Pistoia, Associazione italiana manoscritti datati, 2003 (Manoscritti datati d'Italia; 8), p. 49;
Freller, Thomas, Between Andalusia and Sicily. New light on some famous politically motivated Arabic forgeries, MEAH, seccion Arabe-Islam 53 (2004), 77-99;
Déroche, Francois, I manoscritti in caratteri arabi / Francois Déroche,Valentina Sagaria Rossi, Roma: Viella, 2012, 349 pp
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