Manus
Home Ricerca Indici Progetti speciali Biblioteche News Norme catalografiche

home > Scheda biblioteca

Scheda biblioteca

CodiceIT - PG0033
CittàCittà di Castello
DenominazioneBiblioteca del Seminario
Indirizzovia s. Girolamo 2, 06012 Città di Castello (PG) - Umbria
Tipologia amministrativaEnti ecclesiastici
Stima manoscritti modernicirca 130 manoscritti cartacei del XVII e XVIII sec., in italiano e latino.
Manoscritti appartenenti al fondoNon definito
Segnature registrate in Manus1
Notizie storiche
La Biblioteca del Seminario di Città di Castello, partecipa al Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE), www.polopbe.it e prende parte al Progetto di descrizione dei materiali manoscritti, realizzato in attuazione della Convenzione firmata tra l'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e delle descrizioni bibliografiche e l'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI del 15 novembre 2011.

Forse l'originaria Biblioteca del Seminario risale al 1640, quando il Seminario aveva come prima sede la casa della Propositura. I libri dovettero aumentare quando nel 1752 il Vescovo Lattanzi volle unire al nuovo Seminario anche il Collegio con scuole interne e relativa biblioteca (vedi il "Trattato dei Seminarj e Collegj da Mons. Illmo. e Rmo. Gio. Batta. Lattanzi Vescovo di Città di Castello Patrizio di Bologna e Fossombrone per suo privato studio composto, e dall'Abb. Anton Maria Crescioli Priore della Prebenda Canonicale di S. Giorgio, Professore di latine e toscane lettere e prefetto insieme degli studj del nuovo Seminario e Collegio della Città medesima pubblicato") e quando venne a Città di Castello il tipografo Ortensio Bersiani, che aprì la sua tipografia nel Seminario, stampando dal 1765 al 1775 opere svariate per forma e contenuto.
I libri del Seminario dovettero aumentare poi con l'annessione al Collegio dell'Istituto nel 1834 del Ginnasio-Liceo laico, e nel 1853 con l'unione delle Scuole elementari comunali a quelle del Seminario.
Il carattere iniziale della biblioteca del Seminario è scolastico, teologico e morale, come serve al Collegio dei seminaristi.
La biblioteca si arricchisce nel 1917 con la donazione Storti-Guerri, da cui la Biblioteca del Seminario prende anche il nome di Biblioteca Storti-Guerri.
Giovan Battista Storti nasce a Ripole, nel comune di Sangiustino a circa 10 km da Città di Castello, il 12 agosto 1822 da genitori contadini. Inizia gli studi presso il Seminario tifernate, poi va a Roma a studiare teologia presso il Collegio Romano ove nel 1843 ottiene la laurea in teologia ad honorem con pensione, cui segue la laurea in giurisprudenza nel 1848. Ordinato sacerdote nel 1847, ottiene la parrocchia di San Fortunato nel 1854. Insegna Diritto civile, Diritto canonico e Sacra Scrittura nel Seminario tifernate. Nel 1860, durante l'invasione dello Stato Pontificio si ritira presso la Collegiata di Montone dove ottiene un canonicato. Nel 1861 parte per Roma e due anni dopo vince il concorso di notaio alla Congregazione del Santo Uffizio. Nel 1867, grazie all'interessamento dell'amico Raffaele Monaco La Valletta, assessore del Santo Uffizio e poi cardinale, ottiene dal Papa Pio IX un canonicato nella Collegiata dei SS. Celso e Giuliano. Il Papa Pio IX nel 1885 nomina Storti sigillatore della Sacra Penitenzieria; il cardinale Lo Monaco lo nomina suo uditore e convisitatore di Subiaco, nonché vicario generale di Ostia. Lo Storti, grande appassionato di libri, con i suoi risparmi ne acquistava di antichi, rari e preziosi nei negozi di libri usati, nelle bancarelle di libri vecchi, alle pubbliche vendite d'asta, formando così una biblioteca di oltre 6000 volumi. Dal 1885 le sue condizioni di salute peggiorano e dal 1894 lo assiste il giovane sacerdote tifernate don Giuseppe Guerri. L'Abate rientra, in condizioni di salute in peggioramento, a Città di Castello. Torna infine a Roma dove muore il 22 giugno 1904. Fu sepolto nel cimitero di Canoscio.
Nel 1917 tutti i suoi libri, assieme al catalogo alfabetico compilato dal medesimo Abate Storti, furono donati tramite Mons. Giuseppe Guerri, suo esecutore testamentario, al Seminario Vescovile di Città di Castello.
Il carattere dei libri dello Storti è prevalentemente umanistico, teologico, filosofico, con raccolte di classici italiani, latini, greci, libri di patristica, teologia, diritto, nonché di arte ed archeologia, discipline molto care all'Abate.
Stiamo ora ricostruendo la Biblioteca dello Storti, confrontando le 20542 schede cartacee della Biblioteca del Seminario con il catalogo compilato dallo stesso Storti nel 1902. Attualmente la Biblioteca occupa un'intera ala del primo piano dell'edificio del Seminario. Negli anni '70 i libri sono stati collocati in ordine di altezza su scaffalature metalliche. È stata effettuata una schedatura cartacea che risulta di 20542 schede.
Quanto al fondo dei manoscritti, questo è nato sotto il nome di "Memorie tifernati" del Capitolo della Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio di Città di Castello. Gli autori, tutti tifernati del XVII e XVIII sec. (Alessandro Certini, Ignazio Lazzari, Luigi Andreocci, Domenico Pazzi ed altri), hanno raccolto e compilato memorie di storia locale; talora hanno copiato testi di altri autori. I volumi cartacei presentano vari disegni, per lo più acquerellati, che riproducono stemmi di famiglie e uomini illustri tifernati, chiese e castelli. Contengono molti allegati, anche a stampa.

Lista dei fondi

cliccare sul nome di un fondo per vederne i dettagli