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Pallavicino, Sforza

Data creazione: 29/07/2008. Data di modifica: 22/03/2018

Codice CNMN: CNMN\0000046421

Nome: Pallavicino, Sforza

Qualifica: gesuita ; cardinale

Datazione: 1607-1667

Forma:  Forma accettata e identificata

Varianti manoscritte:
Sforza Pallavicino; Sfortio Pallavic.; Pallavicini Sforza Pietro Cardinale; Sforza Pallavicini; Sfortius Pallavicini

Forme di rinvio:
Pallavicino, Pietro Sforza; Sforza Pallavicino, Pietro; Pallavicino Sforza, Pietro; Pallavicinus, Sfortia

Nota biografica:
Teologo, letterato, storico. Nasce a Roma (Italia) il 28 novembre 1607. Laureato in legge nel 1625 e in teologia nel 1628, abbraccia lo stato ecclesiastico e, negli stessi anni, diventa membro di diverse Congregazioni romane e dell'Accademia degli Umoristi. Dal 1632, per volere di papa Urbano VIII che cerca di allontanarlo da Roma, viene mandato a governare per i quattro anni successivi centri italiani poco importanti quali Iesi, Orvieto e Camerino. Il 21 giugno 1637, nonostante l'opposizione del padre, entra nella Compagnia di Gesù e il 5 febbraio 1641 prende i 4 voti. Presso il Collegio Romano è professore di Logica dal 1639 al 1640, di Physica dal 1640 al 1641, di Metaphysica dal 1641 al 1642 ed, infine, di Scholastica dal 1644 al 1652, succedendo al teologo spagnolo Juan De Lugo. Scrive numerose e notevoli opere letterarie, filosofiche, teologiche, polemiche e storiche. Quella che gli conferisce maggiore notorietà è l'Istoria del concilio di Trento, pubblicata in due volumi negli anni 1656-57. Scritta con intento apertamente apologetico, per combattere l'analoga opera di Paolo Sarpi, essa ha carattere più polemico che storico, sebbene debba riconoscersi in Pallavicino l'accurata e diligente ricerca delle fonti. Nel 1659 viene nominato cardinale dal pontefice Alessandro VII, di cui è intimo amico prima del pontificato e saggio consigliere dopo. Muore a Roma il 5 giugno 1667.
Prelato e letterato (Roma 1607 - ivi 1667). Laureato a Roma in legge nel 1625 e in teologia nel 1628, nel 1630 abbracciò lo stato ecclesiastico e fu per quattro anni (dal 1632) governatore di Iesi, Orvieto e Camerino: in questi anni scrisse in ottave i Fasti sacri. Nel 1637 entrò nella Compagnia di Gesù, e dal 1639 fu professore di filosofia e poi di teologia nel Collegio Romano. Nel 1659 fu fatto cardinale da Alessandro VII.
Prelato e letterato (Roma 1607 - ivi 1667). Laureato a Roma in legge nel 1625 e in teologia nel 1628, nel 1630 abbracciò lo stato ecclesiastico e fu per quattro anni (dal 1632) governatore di Iesi, Orvieto e Camerino: in questi anni scrisse in ottave i Fasti sacri. Nel 1637 entrò nella Compagnia di Gesù, e dal 1639 fu professore di filosofia e poi di teologia nel Collegio Romano. Nel 1659 fu fatto cardinale da Alessandro VII.

Note al nome, fonti o note bibliografiche:
J. FEJER, Defuncti secundi saeculi, IV, p. 69: Pallavicinus, Sfortia; C.E. O'NEILL - J.M. DOMINGUEZ, Diccionario Histórico de la Compañía de Jesús III, p. 2958: Pallavicino (Pallavicini), Pietro Sforza; C. SOMMERVOGEL, Bibliothèque de la Compagnie de Jésus, VI, col. 120: Pallavicino, Sforza; Synopsis historiae Societatis Jesu, coll. 213, 623: Pallavicinus, Sforza; R.G. VILLOSLADA, Storia del Collegio Romano, pp. 324, 327, 330, 332: Pallavicino Sforza.
ARSI, Ital. 10, 90, 101: Pallavicinus, Sfortia.
DBI [10/09/09]: Pallavicino, Pietro Sforza; LOC, SBN [10/09/09]: Pallavicino, Sforza